sabato 28 marzo 2015

Day 39: Fairlie - Twizel, 103 km (27-mar)

I grandi laghi

E l'ultimo giorno di biciviaggio è arrivato. È da ieri che ho la sensazione di aver praticamente terminato, dall'entrata nella MacKenzie Country, ma oggi sono veramente vicino, solo 100 km, metà dei quali in strade già conosciute dalla bicicletta Kiwi. Mi sveglio presto, verso le sette, ma è praticamente ancora buio, e fuori si congela, ho le mani di ghiaccio; metto la giacca e aspetto l'alba, che, come spesso succede qua, è spettacolare. Poi pedalo infreddolito verso il paesetto, ci sono dei bagni pubblici fantastici con pure l'acqua calda e un bel parchetto adiacente dove sedersi e preparare la colazione in grande stile. Oggi lo chef dice avena e cous cous, come - quasi - sempre tra l'altro...
La tappa comincia in salita, c'è il Burke Pass a 21 km (705 mt), ma si sale fino al lake Tekapo (750 mt), io pedalo e pedalo tra le colline, avvicinandomi sempre più alle montagne, ma la strada pare non salire. Arrivo al villaggio di Burke Pass, un gruppo di case che sembrano uscite da un western statunitense, che ormai sono arrivato al passo: la strada continuava a salire poco a poco con pendenze ridicole, e io manco me ne sono accorto. Dell'ultimo km di salita me be accorgo invece, bello ripido.
Al di la del passo mi si presentano i classici paesaggi che ben conosco: grandi spazi aperti, delle steppe di erba secca e pochi alberi circondati da montagne. Le più spettacolari sono le Southern Alps, di fronte a me, ancora innevate. Se non fosse per le macchine e i bus di turisti giappo-cinesi che vanno ai laghi, ci sarebbe il più assoluto silenzio qui, non c'è niente. Le lunghe strade dritte mi danno una sensazione di infinito, il fatto che non cresce niente mi fa pensare di essere finito su Marte. Arrivo al lake Tekapo e il mondo si anima improvvisamente, masse di turisti intenti a fotografare il lago - che oggi non è neanche del classico colore turchese - e la chiesa del Buon Pastore, che se non fosse per la fantastica vista che si gode dal suo interno non sarebbe nulla di che, molto meglio invece la chiesetta lignea del Burkes Pass... Mi fermo per la pausa pappe, osservando divertito i soliti turisti giappo-cinesi (e molti altri a dir la verità) con il fuoco al culo mentre si fanno selfie ovunque. Il lago, con le Southern Alps sul fondo, è molto affascinante, e dall'osservatorio del vicino mt John ogni notte si vedono migliaia e migliaia di stelle, siamo in una delle dark area del mondo. Comunque, io gli preferisco il lake Pukaki e l'Ohau...
Ricomincio a pedalare seguendo i canali, i vari laghi della regione sono collegati da un grande sistema idrico che da' energia a buona parte del paese. Il contrasto tra l'acqua azzurra dei canali e il giallo desertico della steppa che mi circonda è forte, ci sarò anche abituato ma mi affascuna sempre. Dopo una trentina di km ricompare la punta del mio amato - ed innevato - mt Cook, l'Aoraki, la grande montagna sacra dei maori, che vigila sempre su tutto il territorio, svettante, come una sentinella. Passo le salmon farm e dopo una veloce discesa arrivo al lake Pukaki, il bellissimo lago azzurro ai piedi del mt Cook. Anche lui oggi non presenta la sua classica colorazione turchese, ma gli voglio bene lo stesso. Poi, sono ancora nove km e finalmente arrivo a Twizel. È finita!
Vado a salutare i ragazzi di Shawty's, ci sono Abi, Ceri, Sam, Evert, Brice, Dany, Brad, Yatin, Chris e Susan, evaporo una radler e me ne ritorno alla mia vecchia casetta azzurra in Godley street 22. Stanco ma estremamente soddisfatto! Domani ricomincio a lavorare, nei prossimi giorni le impressioni sul viaggio... Intanto mi godo questa vittoria, in fondo sono arrivato primo con grande fuga in solitaria!!!











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