domenica 15 marzo 2015

Day 26: Tophouse - Marahau, 116 km (10-mar)

La valle della frutta

Ho già la sensazione di essere al mare, ormai manca poco per arrivare alle terre calde del nord e alla Golden Bay. Il sole brilla e la giornata comincia in discesa, ma proprio in discesa, visto che dai 700 mt di Saint Arnoud arriverò al livello del mare.
All'inizio è tutto facile, pedalo in una vallata dove non passa neanche una macchina, e man mano che avanzo noto che il paesaggio diventa man mano più agricolo, con casette di legno abbandonate nello stile delle grandi praterie statunitensi, vacche e pecore, e un lungo fiume da seguire. Ci sono un paio di collinette ogni tanto che spezzano il ritmo ma non sono niente di che paragonate a quelle affrontate nei giorni passati.
Per un attimo mi immetto nella highway 6, quella della West Coast, che per me significa pioggia, ma la seguo solo per pochi km; meno male, non si sa mai che tutto d'un tratto ricominci a piovere. Seguo il fiume Motueka, e comincia la sagra della frutta: mele, pere, uva e luppolo sono prodotti in grandi quantità, e io non posso resistere alla tentazione di assaggiare mele e pere, con il rischio di assaggiare anche la forca del contadino locale. Che non si fa vedere, fortunatamente.
Avvicinandomi alla cittadina di Motueka il numero di campi con alberi da frutto aumenta, fino ad arrivare al centro abitato, che a me sembra una metropoli. Ne approfitto per fare la spesa per i prossimi quattro giorni e per scroccare un po' di internet alla biblioteca locale. Per Marahau mancano solo 15 km, ma non sono per niente facili: tra me e il villaggio alle porte dell'Abel Tasman Park c'è una collinetta dalle pendenze importanti che mi fa soffrire e sudare sette camicie, soprattutto dopo essermi caricato con quattro giorni di cibo. Ma la discesa verso il mare ricompensa lo sforzo fatto, e davanti a me si presenta la baia di Marahau. C'è la marea bassa, fa ridere vedere tutte le barche arenate sulla sabbia, ma tra qualche ora dovrebbero riprendere a galleggiare.
La sera vengo ospitato da Chris, che mi fa piantare la tenda nel campo di fronte al chalet turistico dei suoi genitori, e poi nient'altro, non molta compagnia... Strano quando si fa couchsurfing o warmshowers la gente è di compagnia... Meno male che c'è un altro ciclista francese ospitato, e ce ne andiamo a mangiare un hamburger (vegetariano) al paninaro locale: leggende narrano che sua il migliore al mondo, dicevano lo stesso di Fergburger a Queenstown.... Mah, comunque sia è gran buono! Chris mi presta anche uno zaino per i prossimi quattro giorni, due per l'Abel Tasman Coastal Track, due per l'Inland Track; vedremo se più di duemila km in bici sono stati un buon allenamento per ka quattro giorni...

 
I campi, e le onnipresenti pecore

 
I polli Paul e Pablo, ormai parte integrante della simbologia maori

 
Cresci bene uva... buon vino!

 
Missione pera... riuscita!

 
Bassa marea a Marahau
 

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