domenica 15 marzo 2015

Abel Tasman Park (11-12-13-14-mar)

La lunga camminata

Day 1 - Si parla francese

Si cammina finalmente in una delle Great Walks della Nuova Zelanda! Il sole splende, come spesso succede da queste parti, e comincio a camminare allegramente lungo il tracciato, già parecchio affollato sin dalle prime ore del mattino. Lo zaino pesa, non ci sono più abituato portando tutto il peso nelle borse laterali, ma il più è dovuto al cibo: nei prossimi giorni si alleggerirà man mano che mangio. Il sentiero è facile, qualche saliscendi ma niente di che, il bello è che si cammina sempre vicino alla costa, sulle collinette si gode sempre di una bella vista e quando si scende a livello mare ci si può sempre bagnare i piedi nel mare di qualche bella spiaggetta.
Il traffico umano è quasi fastidioso, c'è troppa gente per i miei gusti, molti di loro sono camminatori in giornata, o di più giorni ma con tutte le comodità a disposizione, con watertaxi che trasporta i bagagli e lodge cinque stelle immersi nella foresta... Qualcuno di buono ce n'è sempre però, e ben presto formo un gruppetto a quattro con una coppia francese e un ragazzo del Quebec, con i quali cammino su e giù per qualche km... Ovviamente si parla di cibo, pane e formaggio in particolare, qui semi-immangiabili. Loro si fermano in uno dei primi campeggi, non faccio tempo a finire di mangiare che mi accodo ad altri due transalpini, Fanny e Jerome, che vanno nel mio stesso camping, a Barks Bay. Più avanziamo più il sentiero si fa bello, entriamo nella foresta pluviale, costeggiamo fiumi dall'aria rinfrescante, vediamo persino una razza sguazzare vicino al sentiero. Io comincio ad essere stanco, i ragazzi pure, ma verso il tardo pomeriggio arriviamo al campeggio. Io non so se avanzare o fermarmi: il problema è che domani c'è bassa marea fino alle 10 ad Awaroa, a 12 km da qua, e si può avanzare solo quando l'acqua è bassa, sennò si aspetta. Significherebbe svegliarsi alle 5 e cominciare a camminare alle 6, ma alla fine decido di stare con loro per la serata e godermi la buona compagnia! Ci concediamo un tuffo quando il sole sta calandi, l'acqua non è calda ma cu voleva! Poi terminiamo con una fogata, alla quale si aggiunge una spagnola: come al solito gruppo latino da una parte, e l'anglo-tedesco dall'altra... A letto ci vado presto, domani levataccia!


Le prime spiaggette


eh, anche fare kayak nel parco non sarebbe male...


Ma Barbalbero esiste veramente!!!


Trio franco italiano in spiaggia!


Un pollo arrosto al sole

Day 2 - Un po' di paradiso

La sveglia notturna è sempre un trauma, ma oggi è necessaria. Con la torcia in bocca impacchetto tutto e conincio a camminare nella foresta, c'è la luna ma gli alberi non fanno passare molta luce. La prima ora la passo al buio, posso anche aver passato posti fighissimi e io non me ne sono reso conto, ma comunque è una bella esperienza camminare nel silenzio non c'è nessuno e la foresta tace. Mi godo l'alba e la terra che si colora piano piano con i deboli raggi del sole. Cammino sulle spiagge solitarie del parco, che si fanno via via più grandi e belle, fino a raggiungere verso le nove e mezza Awaroa. La marea è ancora bassa, tolgo le scarpe e attraverso le terre che tra poco verranno sommerse dall'acqua, camminando sopra innumerevoli conchiglie e attraversando immense pozzanghere. Dall'altro lato incontro l'olandese Nick, un ragazzo che pare avere 14 anni ma che ne ha 19... È giá da 6 mesi che viaggia, all'inizio volevo chiedergli se sua madre sapeva che era lu, poi ho scoperto l'età. Pare essere innamorato dell'Italia e cominciamo a marciare assieme. Oggi le spiagge e i paesaggi sino notevolmente migliorati, in alcuni casi pare di essere in paradiso, ad ogni punto panoramico volano gli "ooooh", e la macchinetta non smette di far foto. Il paesaggio più bello lo troviamo praticamente alla fine, al Separation Point (anche perchè pochi camminatori arrivano fin qua), che un po' ricorda Capi Testa vicino a Santa Teresa di Gallura, con tanto di foche che sguazzano felici tra gli scogli. Poi, infine, arriviamo al campeggio del giorno, , Whariwharangi, dopo una trentina di km. È bello e tranquillo, e ci sono anche un sacco di Weka, i buffi pennuti che non volano ma sfrecciano velocissimi tra le tende. Buffi ma molesti, uno di loro è quasi riuscito a scappare via con il sacchetto pieno di uvetta lasciato fuori la tenda! Lo avrei fatto arrosto, con l'uvetta, ma sono protetti... Il fuoco lo accendiamo comunque, e i campeggiatori si riuniscono intorno ad esso, con storie più o meno incredibili sulle camminate neozelandesi, sotto un cielo stellatissimo.


Polli albeggianti


Isola solitaria


Awaroa


Nick nel tratto di spiaggia del sentiero


Un sempre piu sorpreso pollo Paul


Pollo Pablo si sente sempre a suo agio vicino all'acqua, e' un pirate in fondo!


Capo Testa neozelandese


Niente cocco sulle palme... peca'!

Day 3 - Nella fitta foresta

Mi sveglio con un bel mal di schiena, eh si mi ero proprio disabituato a portare tutto sto peso: cerco di rimediare alleggerendo lo zaino, mangiando come un bue... e un po' funziona! Part sempre in compagnia di Nick, con il quale cammino i primi km: lui proseguirà poi verso il mondo civilizzato, io mi inoltrerò nella parte interna dell'Abel Tasman, seguendo l'inland track. È stato un piacere camminare con lui, giovane avventuriero.
La strada parte subito in salita, ma non mi lamento, in fondo dall'alto si gode di un bel panorama, peccato per la giornata un po' nuvolosa... Sulla Gibbs Hill cammino attraverso campi aperti con le mucche che pascolano pigramente al mio fianco, poi il sentiero scende, entrando nella foresta... per non lasciarla più. D'ora in poi, a parte un paio di occasioni, non farò che vedere alberi, ed alberi, ed alberi, ed alberi! Certo, ce ne sono di tanti tipi, ma dopo un po' do balle eh! Dalla foresta pluviale passo a quella di montagna, e viceversa, continuo così per ore. Poi ste collinette son proprio fatali, così ripide che ogni tanto uso le mani per tirarmi su, aggrappandomi a rami e radici. Non c'è nessuno sul sentiero, alla fine della giornata conterò sei camminatori e tre ranger. Un po' di varietà e curiosità arriva alla cima di una collina, in prossimità dell'Awaroa hut, con centinaia di alberi sradicati, alcuni proprio grandi: leggendo tra le pagine del visitor book del rifugio, scopro che è stata una tempesta nella Pasqua 2014: tutto ciò mi mette addosso una strana sensazione, e affretto il passo per lasciare questo cimitero di alberi. Poi ritorno alla normalità... Alberi alberi alberi. Sono indeciso se passare la notte nel prossimo rifugio o tentare l'impresa e arrivare alla Castle Rock Hut, ma l'incontro con altri due camminatori mi convince a turare dritto, e alle otto e mezza, ormai al calar del sole, arrivo al rifugio, dopo (credo), 35 km. Ci sono incredibilmente altre tre perone, una coppia tedesca e un'austriaca: chissà, magari la coppietta cercava un posto senza nessuno si è trovata altre due persone. Piani rovinati?? Boh, per mè ok, della buona compagnia in questo sentiero solitario fa certamente del bene... Senno tra poco cominciavo a parlare con gli alberi!








Day 4 - Ritorno alla civiltà

La notte in rifugio è stata ottima e mi sento in forze; tra l'altro, grazie alla super tappa di ieri, oggi dovrò camminare solo 15 km. Purtoppo la situazione non cambia, sono sempre nella forestave non c'è molto da raccontare, se non che vado principalmente in giù, martoriando le mie povere ginocchia. Solo verso la fine la foresta si dirada lasciando spazio sufficiente per ammirare dall'alto le spiagge viste tre giorni prima. Gli ultimi km cammino sul sentiero costiero, e in mezzo minuto vedo più gente di quella vista in due giorni nella foresta. Il ritorno verso casa è conosciuto, me la prendo con estrema calma, ritovo l'austriaca Martina e poi mi concedo un tuffo nel mare, seguito da una sessione di spapparanzamento sotto il sole. Poi niente di che, la solita tenda nel giardino di Chris e bon, giornata finita! E domani si pedala di nuovo...







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