Il divano in cucina ha ovviamente incontrato le mie preferenze. Questa casetta mi piace, sembra una casa in stile colombiano, o da foresta pluviale sudamericana, in legno e con un bel portico fuori, quelli da appenderci l'amaca e suonare l'ukulele per ore, aspettando che qualcuno passi ed invitarlo a bere un caffe'. Meno male che ho dormito dentro comunque, fuori l'umidita' e' a mille, la foresta e' cosi' rigogliosa per un motivo...
Oggi la tappa e' breve, ma mangio comunque come un dannato, ormai il corpo si e' abituato a questa botta di calorie. I primi cinque km sono sempre nella foresta umida, poi scorgo una stradina sterrata alla mia sinistra, segnata sulla mappa, che costeggia il mare, e la piglio. Non ci sono macchine per 15 km, ma la strada in verita' il mare non lo tocca mai, lo sento ma non lo vedo, c'e' una specie di collinetta tra me e la strada, tutta proprieta' privata. E che cavolo, io non mi faccio i km di sterrato per niente! Scavalco tutte le staccionate e lo vado a vedere sto mare: desolato, selvaggio, km di costa lasciati al nulla, e forse e' meglio cosi', magari tra dieci anni diventa come Rimini!
Dopo essere tornato sulla strada principale arrivo a Ross, orgoglio minerario di questa parte di costa. Il villaggio, come molti in Nuova Zelanda, e' nato per accogliere i numerosi cercatori d'oro, e qua a Ross pare ce n'erano molti, visto che il villaggio e' ancora abbastanza grande (per i canoni neozelandesi). Qualche edificio storico, un museo che spiega lo sviluppo minerario della zona, una cava trasformata in lago, ed oltre a questo non c'e' molto altro: se fossi un amante dell'oro e delle miniere magari ci passerei dei giorni, invece non me ne frega niente e passo oltre. Mi importano invece i cartelli di protesta che gli abitanti hanno fissato fuori dalle case riguardo l'uso di veleni per l'estrazione dei minerali nelle moderne miniere, che sia in Sudamerica o in Nuova Zelanda lo schifo e' uguale.
Da Ross a Hokitika ci sono 28 km di noia, pianura per niente affascinante, e in piu' il vento soffia contro: metto musica nelle orecchie - capita raramente qua in Nuova Zelanda - e pedalo come un musso. Ad un certo momento incrocio un altro ciclista, ed e' italiano! Alex di Modena, bella e lunga barba brizzolata, che dalla Scozia pedala per nobili ragioni. Ci parlerei molto di piu', ma lui va a sud e io a nord, e le nostre strade si dividono. Che il vento ti soffi sempre da dietro!
Ricomincia la noia, ma ben presto sono a Hokitika, e la tappa termina qua, con appena 50 km: domani voglio fare il Wilderness Trail e terminare in Greymouth, e Hokitika e' una buona base. E' il primo villaggio "grande" (3000 abitanti), che trovo da Wanaka, quasi piu' o meno 400 km fa, poco selvaggio il sud della costa ovest eh? Mi sembra una metropoli, c'e' tutto, o almeno tutto quello che mi interessa, compro un cellulare nuovo per ben 29 dollari (l'altro non legge piu' la sim), vecchio stile e con la lucetta, sia mai che non ce l'abbia. Me ne gironzolo per le (poche) strade del centro e per la spiaggia, che e' piena di tronchi e rami, un po' a caso adagiati sulla spiaggia, altri con forme e figure. Un mese fa c'e' stato un concorso sull'uso dei materiali trovati in spiaggia, soprattutto appunto tronchi e rami, e c'erano un sacco di sculture. Ne sono rimaste in piedi alcune, passeggiando qua e la se ne trovano di carine. Tra le vie del centro si nota la passione dei locali per il whitebait, il pesciolino fritto, sul wildfood festival - che sara' tra pochi giorni - con cibi strani e bizzarri, e la lavorazione della giada.
Per la sera sono ospitato da Kevin, signore pensionato con un sacco di storie interessanti, mi vuole in cucina, ripiego su un'israeliana shakshuka e del cous cous con salsa di cipolle e formaggio (che e' buona assaje). Domani piove, ormai ci ho fatto quasi il callo, vedremo...
Pedalando tra la foresta pluviale
Spiaggia desolata
A Ross non c'e' molto altro da fare che scattare foto idiote
Poco vento eh? gli alberi crescono storti...
Hokitika!
I polli gironzolano tra le sculture
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