Nel nulla
Il sole! Strano, di questi tempi, mi mette decisamente di buon umore. Ma le nuvole sono all'orizzonte. So che pioverà, prima o poi. Faccio tutto di fretta, colazione, impacchettamento della bici, partenza, via! Sbaglio pure strada, quindi mi ciuccio due più due km in più, poi trovo la strada per il Rainbow Trail. Il Rainbow Trail e' un percorso che si può fare solamente in 4x4, a piedi, cavallo o in bicicletta, più di 100 km di strada sterrata, in mezzo al nulla. Ho visto delle foto spettacolari su internet, e per me questa era una tappa obbligatoria del viaggio, sebbene sia dura, secondo i racconti dei ciclisti incontrati sul cammino.
La partenza non e' dura, ma durissima. Lo sterrato e' scivoloso, la mia ruota dietro e' abbastanza liscia, c'e' un vento fortissimo (contro stavolta) e le pendenze sono ardue, direi 12-13%. A volte devo fermarmi perché non riesco a tenere la bicicletta dritta, la gomma scivola (il peso dietro rende tutto più difficile) o il vento mi sposta troppo, i primi 10 km sono abbastanza sofferti, fino al Jack Pass. Incontro pure due ciclisti della domenica (beh del sabato in questo caso), ma fanno solo un'andata e ritorno fino al passo, a 850 mt. Dopo il passo, la strada si fa leggermente pianeggiante, e' c'e' una biforcazione: sinistra, al Rainbow Trail, o destra, altra strada sterrata (e ugualmente leggendaria), verso Blenheim. In una delle due vallate ci sono oscuri nuvoloni, nell'altra bianche nuvolette e cielo azzurro. Indovinate che strada ho preso! Esatto, a sinistra, verso i nuvoloni. Cinque km e arrivano le prime gocce. Fortunatamente, c'e' un ex fattoria con una specie di rifugio, mi fermo li, con altre due signore che volevano farsi un giretto in bici: passo due ore e mezza a guardare sconsolato la pioggia che cade, e cade, e cade. Sto viaggio in bici e' maledetto, pioggia ovunque. Le signore dicono "era da tre mesi che non pioveva"... ma non mi dire! Nel frattempo mi do ai biscotti, per tirarmi su di morale, faccio fuori due pacchetti in un niente, poi, improvvisamente, smette di piovere.
Le nuvole ci sono ancora, ma ricomincio a pedalare. La strada e' dura, sebbene sia quasi pianeggiante (leggera salita), la superficie e' ondulata, per colpa dei 4x4 che passano da qua, praticamente pedalo come se avessi un martello pneumatico tra le braccia. Sfiancante. Dopo pochi km, un incontro allegro: e' la coppia anglo-tedesca del primo giorno di viaggio! Mi informano sulla strada, piena di frane e ruscelli da guadare, al freddo, della pioggia del giorno prima, ai rifugi lungo la strada. Preziose informazioni che mi saranno assai utili. Con loro altri due belgi, con i quali hanno condiviso due notti nei rifugi, una con una coppia di 75enni mezzi morti di freddo e un'altra con due cacciatori che hanno condiviso whisky & coca... Chissà chi incontrerò!
Proseguo in questa ampia valle percorsa da un fiume serpentoso, dominata da montagne brulle, tutto e' brullo in verità, ma la cosa impressionante sono i tralicci dell'alta tensione che la attraversano, pare che questa strada sia stata fatta per loro: in verità e' un'antica pista per portare il bestiame da Nelson a Christchurch. Ogni tanto piove, ogni tanto viene fuori il sole, c'e' sempre il vento, non so che mettere, con la giacca ho caldo, senza ho freddo... mah! Non c'e' nulla oltre il rumore del vento, e mi piace. Mi piacciono questi luoghi selvaggi, qua comanda solo la natura. Mi avvicino sempre di più al passo a 1300 mt, ma prima devio verso il Tennyson Lake, un lago di origine glaciale circondato da montagne nere. Paiono montagne di origine vulcanica, ma stranamente non lo sono, fanno comunque una gran strana impressione, come anche il lago, mezzo coperto dalle nuvole. Mi fermo sotto un capanno a mangiare, giusto quando comincia a scendere la pioggia e a soffiare del vento freddo. Dovrò affrontare la temibile collinetta in queste condizioni.
La temibile collinetta la potevo scorgere gia' 15 km fa, sembrava più una rampa di lancio, la strada e' molto pendente e coperta di ghiaia nera. Faccio una fatica bestia, le ruote scivolano sulla ghiaia bagnata, e dopo un km sono costretto a mettere il piede a terra e spingere sotto la pioggia incessante. Sembra non finire più, ma passo dopo passo, pedalata dopo pedalata, anche questa montagna e' conquistata, la più alta in questo giro dell'Isola del Sud. Il passo Fittanze, a Verona, e' a 1400 mt, e non e' chissà che passo, ma questo mi e' sembrato estremamente più duro. La visione dell'altra vallata mi mette l'allegria addosso, in lontananza non piove! La discesa e' veloce, ma devo stare attento, la ghiaia può giocare brutti scherzi, ma riesco a tenere la bicicletta stabile. Si segue un altro fiume, il paesaggio si fa ancora più selvaggio, in un paio di occasioni devo scendere da bicicletta e passare sulle frane che hanno ricoperto la strada: pare che in questi giorni ne sia scesa di pioggia!
Come per magia appaiono degli arcobaleni, sono proprio sul Rainbow Trail, stanco ma felice. Ancora qualche km di discesa e arrivo allo Sedgemere Hut, il rifugio usato anche dalla coppia anglo tedesca. Dentro ci sono due svedesi e i due 75enni, tutti in bicicletta. Loro sono stati sfortunati, sono partiti dal lato di Saint Arnaud, hanno campeggiato la prima notte, poi la tempesta l'ha ridotta a pezzettini, e per 10 km hanno camminato e pedalato con vento fortissimo e pioggia fredda, attraversando ruscelli in piena, scavalcando frane, con il vento che gli spostava la bicicletta quasi fin giu' nel burrone, per infine arrivare mezzi congelati nel rifugio. E io mi dico, se ce l'hanno fatta loro a 75 anni, ce la può fare chiunque, non mi venite a dire che viaggiare in bici e' faticoso. Guardate cosa hanno fatto quei due li!!!
Il rifugio e' caldo, sei posti letto, e tante storie ed avventure in bicicletta da raccontare. Andiamo a letto alle nove, come le galline, stanchi ma felici.
Che annusi la mia bicicletta? Puzzo da cavallo???
La prima salita assassina verso il Jack Pass
La lunga strada del Rainbow Trail
Gli amici ciclisti incrociati sul cammino
Eccole, le nuvole... e la pioggia...
L'infinito
Il passo e' conquistato!
Verso il rifugio, il nulla intorno a me
Nessun commento:
Posta un commento