venerdì 27 marzo 2015

Day 38: Stavenley - Fairlie, 111 km (26-mar)

Il ritorno nella MacKenzie Country

Questa mattina ho decisamente esagerato con la colazione, quasi tre scodelle d'avena, cereali e the a volontà mi hanno decisamente appesantito l'andatura nei primi km di oggi. Che di per se erano già pesanti, le lunghe strade dritte nella campagna di Canterbury annoierebbero anche un geometra amante delle rette. Meno male che a ovest ci sono le montagne da ammirare e il sole splende, senno' sarebbe stato abbastanza deprimente. Il tratto peggiore sono i 20 km da Mayfield verso sud, la strada non vira neanche di un grado, una palla infinita.
La situazione migliora arrivando a Geraldine, paesotto posto ai piedi delle colline, che si presenta bene con parchi intorno al fiume che lo attraversa, case dell'800 e molti negozietti; non mi dispiacerebbe trovare un lavoro qua dopo Twizel... Nell'ufficio informazioni mi rivelano che nel negozio di fronte ci sono assaggi gratuiti di formaggio e non resisto alla tentazione di andarci, da buon amante del formaggio. Per la prima volta in Nuova Zelanda mangio del buon formaggio, ci sono anche il parmigiano e una specie di gorgonzola. Tra i due scelgo... il gelato! Mentre me lo mangio faccio amicizia con il commesso Franck, francese, che si prende la pausa per scambiare quattro chiacchiere: si dimostra una persona interessantissima, prima di venire qua si è fatto una camminata lunghetta, dalla Francia all'India!
Da Geraldine la strada comincia a salire, per la prima volta dopo qualche giorno, su per delle colline: il paesaggio si fa ondulato, disabitato e dedicato ai pascoli, si capisce che mi sto avvicinando sempre di più alla MacKenzie Country, fino a che un cartello indica effettivamente l'entrata nel distretto di Twizel. C'è da affrontare ancora una collina, il mt Michael, prima di arrivare nella tranquilla Fairlie, paesino alle porte delle selvagge e secche lande che sono il mio destino finale. Qua invece è decisamente più verdeggiante, il paesino è perduto nel nulla ma grandi centri come Timaru non sono distanti ("solo" 65 km) e qualche casetta dell'epoca coloniale lo abbelliscono. Io mi rifiuto di pagare 20 dollari all'holiday park (per dormire in tenda??? Ma siete fuori??) e mi imbuco tra fiume, campi e boschetto, distante dagli occhi indiscreti della gente e dei contadini. Sarà l'ultima notte del cicloviaggio...







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