Sole, pioggia, caldo, freddo, salite e pianura!
Aprire gli occhi, muovere un attimo la tenda e scoprire che c'è il sole: non può esserci risveglio migliore nella west coast! Beh ovunque in verità, ma dopo il bollettino meteo del giorno scorso avevo perso ogni speranza di vedere le westlands con il sole.
Faccio tutto in fretta, mi preparo e colaziono veloce come un lampo, si sa mai che le nubi prendano subito il sopravvento! In effetti di nuvole ce ne sono, ma intanto stanno li e non disturbano più di tanto. La partenza è subito in salita: gli altri cicloviaggiatori incontrati lungo il cammino mi avevano avvisato sulle tre colline nei 25 km tra Fox Glacier e Franz Josef Glacier, quindi non vengo colto alla sprovvista. Parto con la maglietta a maniche lunghe, ma dopo un km sono già fradicio, l'umidità è decisamente elevata, colpa della foresta pluviale che ferma tutto, sopra le colline si formano nubi dense di vapore che prima o poi ritorneranno giù sotto forma di gran acquazzone. Il tratto di strada tra queste colline è duretto, ma molto enjoyable.
Superate le tre asperità comincia un tratto piano che porta alla vallata del ghiacciao Franz Josef: stavolta lo vedo da distante, non ci sono troppe nuvole, anche se ahimè si stanno avvicinando in maniera preoccupante. La grande vallata erosa dal ghiaccio è più bella di quella del Fox, ma a numero di turisti siamo li, il sentiero che porta al ghiacciaio è invaso, pare di assistere ad una processione, tutti sti omini formano un gran serpente umano che si avvicina alla base del ghiacciaio. Si assistono le solite scene ridicole, dai supertecnici che anche per una camminata di un'ora si portano lo zaino da 60 litri, bacchette e riserve d'acqua, chi sale in ballerine, gli orientali in giacca e scarpe eleganti, insomma, c'è da ridere: i tentativi di selfie poi sono i più assurdi... Mi intrufolo tra la massa, eh si son turista anch'io, e comincia a piovere e rannuvolarsi; il ghiacciaio non si vede più, che cul! Fa pure freddo, si vede che il vento porta giù il freddo del ghiaccio. Fortunatamente, arrivato alla base, le nuvole si fanno da parte, e posso ammirare la grande colonna di ghiaccio che scende dalla montagna e le cascate che coprono le pareti di roccia della valle. Anche qua, come per il Fox, è preoccupante notare quanto si sia rimpicciolito in soli cinque anni.
Torno nel villaggio del Franz Josef, arriva una chiamata di Giada, se tutto va bene ci vedremo tra due giorni! Lei sta vivendo in Australia, ma è in vacanza col furgoncino in Nuova Zelanda, speriamo di incontrarci. Poi il cellulare non da più segni di vita, bon, non legge più la sim. Ciao ciao comunicazioni con il mondo kiwi.
Comincia a piovere nuovamente, eh non poteva andarmi di lusso oggi, ma si prosegue lo stesso per le pianure della west coast. La determinazione è premiata e dopo pochi km smette, definitivamente per oggi. Questa parte di tappa è facile, pianeggiante e rurale, qualche fattoria, mucche e pecore (ma va?), due laghi (Mapourika e Wahopo) e un numero incredibile di cicloturisti, almeno 10 in questo tratto, ma scendono tutti per la West Coast?? Nessuno sale? Raggiungo il paesetto di Whataroa, come molti altri nell'isola sud fa tenerezza, con il parco giochi, i bagni pubbluci, la scuola, la sala comunale, il baretto e in questo caso anche un negozio, tanta roba! Hari Hari, 25 km e una collinetta assassina dopo, è più meno lo stesso.
Sono già 100 km di strada, ne mancano ancora pochini per il campeggio del DOC, e mentre mangio per lo sprint finale, pioggia e sole mi regalano un arcobaleno, che si tiene a debita distanza. Passo il fiume Wanganui, bianco-grigiastro, colore dei fiumi che provengono diretti dai ghiacciai, come molti di quelli attraversati oggi. Infine arrivo al campeggio, posizionato di fronte al lago Ianthe. Non mi convince, troppo umido ed in pendenza, se la notte piove mi ritrovo tutta l'acqua intorno alla tenda. A 10 km c'è l'abitato di Pukekura, so che c'è un ostelletto che fa mettere le tende nel giardino, più doccia calda e cucina per 10 dollari, opto per l'opzione doccia calda... La strada per arrivare al paesino (in verità una casa, un musei e un bar abbandonato) è immersa nella selva, fitta ed umida, bellissima, anche perchè a quest'ora, le otto, non ci sono macchine a disturbare il rumore degli alberi e dei ruscelli. Il lodge è lasciato aperto con nessuno a contollare, io ne approfitto per la doccia e un the nella cucina, poi arriva beato e felice il proprietario: sarò il primo cliente della settimana... ed è domenica! La cucina ha un divano comodo comodo: secondo voi dormirò tra l'umidità e le zanzare che circondano la tenda o sul divano della cucina??
Nebbia al Franz Josef
Pelligrinaggio al ghiacciaio
La selva umida... troppo umida!
Il ciclista solitario al lago Mapourika
Scende latte dal monte! Fiume Wanganui
Pollo Pablo contempla il tramonto dal lago Ianthe
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