La nuvola di Fantozzi
Negli ultimi viaggi il maltempo mi ha perseguitato. A parte la soleggiata Marsiglia con Stefania, in Portogallo con Valentino ci siamo beccati parecchia acqua, ma era novembre, non certo la miglior stagione, e nel grande giro d'Italia con Tommaso il tempo è stato incredibilmrnte piovoso e freddo; questo giro è addirittura ridicolo, ovunque c'è siccità (secondo quello che dicono i neozelandesi eh) giusto fino al giorno prima del mio arrivo in qualsiasi località. Sto seriamente pensando di andare a pedalare nel Sahara o nel deserto di Atacama...
Da quando mi sveglio fino alle due passate piove, ininterrottamente, talvolta fortissimo, altre solo un paio di gocce. Non so che fare, se partire e beccarmi la pioggia od aspettare, ormai non ne posso più di questa estate bagnata. Aspetto, oggi devo fare pochi km, l'intenzione sarebbe di andare a Takaka, visitare delle grotte e poi andare in spiaggia, ma credo dovrò accontentarmi delle grotte (in verità, come suggerito da Giuliano, mi fermerei qualche giorno, ma per i prossimi tre giorni danno pioggia...). Passo il tempo bighellonando su internet, non c'è molto altro da fare, potrei magari darmi al whisky o alle canne (il profumo di erbetta aleggia sulla casa), ma sono un salutista e preferisco mangiare, e mangiare, e mangiare... Sarà il nervoso per la pioggia. Verso le due e mezza il cielo da tregua e ne approfitto per partire, magari riesco a visitare qualcosa oggi! Il tempo regge per un'oretta, poi inevitabilmente ricomuncia a piovere... eee vabbè! Arrivo a Takaka e mi rifugio nel supermercato, giusto in tempo prima della pioggia pesante. Non mi resta che attendere di nuovo.
Il giro alle grotte salta, ovviamente, non so se fermarmi a Takaka e o andare in ostello, per rimanete all'asciutto e fare il gran signore (beh... secondi i miei standard...), o ritornare indietro di un paio di km per il free camping che per una bella parte è sotto un ponte, e quindi all'asciutto. Intanto aspetto. All'ingresso c'è una ragazza tedesca che fa ritratti gratis, per praticare dice lei (per me è invece un' astuta mossa commerciale, chi si fa fare il ritratto le lascerà sempre qualcosa...), non ho tanto da fare e aspetto che arrivi il mio turno dopo un paio di bambini. Anche lei è qua grazie ad una working holiday visa, e mentre mi fa il ritratto ci facciamiamo una bella chiacchierata. Nel frattempo smette di piovere, e io, ritratto in mano (ben fatto!) ricomincio a pedalare, anche se sono quasi le sette; voglio dare un senso a questa giornata, pedalando almeno una cinquantina di km. Tra Takaka e Upper Takaka ci sono 25 km di nulla, magari mi fermo in una fattoria e domando di dormire li.. Invece, quando si sta facendo scuro, trovo una piazzola di sosta con qualche camper già posizionato. Mi ci metto anch'io, con la tenda sotto un albero, unico pedalatore solitario in mezzo a tanti motoristi...
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