Ancora grigio di mattina, e freddo, ma almeno non divrebbe piovere. Comunque non ci metto molto a scaldarmi, i Catlins sono un continuo saliscendi, colline ovunque, con ripide salite seguite da veloci discese, con una vegetazione che si fa sempre più fitta, con un tocco tropicale da foresta umida, con grandi felci e un sottobosco disordinato e rigoglioso. Rispetto al semi deserto di quattro giorni fa, sembra di essere in un altro paese!
Dopo pochi km faccio un tuffo nella storia, una breve camminata mi porta verso la galleria della Tunnel Hill. Dove una volta passava il treno, ora crescono forti gli alberi, con le rotaie sostituite da radici: è un peccato però constatare che anche in quest paese il trasporto su strada sia stato preferito a quello su ritaia, speriamo che l'Italia non faccia la stessa fine. Owaka, il paesino più grande dei Catlins (forse esagero dicendo 1000 persone) è una sosta obbligata per il rifornimento di cibo: per caso noto la simpatica Tea Pot House, una casa con il giardino invaso da centinaia di esemplari di teiere.
Dopo Owaka conincia il mio pellegrinaggio verso le cascate della regione: sono tante e io non me ne voglio perdere neanche una, vista la mia passione. Le prime che incontro, dopo una decina di km su sterrato, sono quelle di Parakaunui, immerse nella fitta foresta umida (che non m'aspettavo così fissa...), poi altre ancora, il quale nome non ricordo: tutte molto graziose, non sono chissà che roba ma vale la pena anche solo gironzolare nella foresta.
Dopo un'altra decina di salitina e discese, arrivo finalmente al mare, presso il mini villaggio di Papatowai. È il sole ad accogliermi in questa ridente località, che balza in cima alla mia personale classifica di gradimento del viaggio per via di un fighissimo bar/furgoncino pieno zeppo di invenzioni strane fatte con materiale riciclato, e soprattutto per il suo tratto costiero, con la foresta che arriva direttamente ad affacciarsi sulla spiaggia e sulla foce del fiume. Bellissimo spettacolo che mi ha ricordato addirittura qualche spiaggia in Equador!
La pedalata mi porta ad incontrare nuovamente i ciclisti tedeschi del campeggio: sono decisamente più carichi e quindi più lenti, scambiamo un paio di chiacchiere e poi li lascio alle mie spalle. È il turno delle McLeans Falls, le cascate più alte dei Catlins, 22 mt, stavolta la deviazione vale veramente la pena, anche se la strada di ghiaia in salita mi fa veramente sudare sette camicie. Lungo la strada non si vede più neanche una casa da parecchi km, la foresta è l'unica padrona della zona, non potevo che chiedere di meglio! Ribecco di nuovo i tedeschi, di cascate ne hanno viste ben poco loro, pensano solo alla strada, mah...
Le ultime cascate della giornata sono le Niagara Falls: esatto, proprio quelle!!! In verità un burlone le ha chiamate così, ma sono appena due saltini in un fiume... Ancora pochi km e arrivo a Waikawa, qualche casa, un fish and chips e una chiesetta nato ai bordi della baia Waikawa. C'è un campeggio libero, ampio e con bagni, la zona mi piace e mi fermo, tutto sembra molto tranquillo e la baia al tramonto non è niente male. Una decina di metri più in la della mia tenda c'è un'altro ciclista, e vado subito ad attaccare bottone. È Matthieu, francese (beh ovvio!), lui è in bici da due anni, partito dalla Francia con la sua ragazza ed arrivato in Nuova Zelanda attraversando tutta l'Asia ed Australua. Da poco si è mollato con la sua ragazza, ma ormai gli manca poco, solo tornare ad Aukland, il Canada e poi il suo paese. Il mio misero giro dell'Isola Sud a confronto fa ridere...
Ancora un tunnel tenebroso per pollo Paul e Pablo
Le teiereeeee
Prima cascata!
Varda che roba!
Che acquetta!
McLeans Falls
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