Terre selvagge
Il vinello della serata precedente mi ha fatto dormire come un ghiro, e avevo pure caldo in tenda: che debba portare sempre con me una bozza de rosso?? Mi sveglio presto, ho il traghetto per Queenstown alle tre e non voglio arrivare all'ultimo minuto, anche perchè oggi si prospetta parecchio wild. Unico problema mattutino: nel mezzo minuto che ho impiegato per cambiare i pantaloni lunghi con i pantaloncini corti, sono stato assalito da una cinquantina di feroci pappataci... Via viaaaaa!
Il paesaggio cambia radicalmente rispetto ieri, gli spazi sono molto più ampi, le montagne sono più massicce, le onnipresenti staccionate che delimitano i territori scompaiono, praticamente pedalo in mezzo alle mucche, che fuggono in preda al panico al passaggio di questo essere rotante dal posteriore giallo fosforescente e dalla catena cigolante. Alcune mucche si fanno pure male, correndo contro il filo spinato, mi dispiace ma non posso farci niente... Ogni tanto c'è anche un toro, a quelli sto molto più attento.
Il vento mi da contro, sono solo in questa striscia di ghiaia bianca, intorno a me solo la natura, possente, sola dominatrice di questa zona. Ogni tanto la strada scende bruscamente, c'è un ruscello, che spunta da chissà dove, per il resto non c'è molto in giro, ma è comunque stupendo. Questo territorio aiuta a pensare, e tra le altre cose penso che sono fortunato che non piove, sarebbe molto più difficile avanzare.
Ad un certo punto un piccolo canyon mi coglie di sorpresa, la strada comincia a scendere velocemente e non posso che ammirare il lavoro dell'acqua sulla roccia in migliaia di anni. Poi è di nuovo terra pianeggiante, fino alla seconda sorpresa, una piccola casa di pietra, tipo un rifugio di montagna. La porta è aperta, dentro è accogliente, ci sono pentole, candele, banche e tavoli in legno, corna di cervo. Approfitto per mangiare qualcosa e ritrovare il silenzio, in casa il ronzio costante del vento non passa.
Un ruscelli da guadare, una collinetta e avvisti il lago Wakatipu, il lago di Queenstown. Per la prima volta da stamattina vedo degli esseri umani, dei ciclisti appena lasciati da un furgoncino dell'Around The Mountain, percorso ciclistico che si sviluppa su queste strade: probabilmente loro faranno 30 km e poi verranno ripescati dal furgone, per dormire in qualche bell'hotel. Si perdono la migliore parte del viaggio insomma... Il lago è proprio bello, le montagne lo circondano, in fondo, a nord ovest, vedo la pioggia che avanza, meglio affrettare la pedalata.
Arrivo a Walter Peak, stazione del traghetto e fattoria, e vengo ricatapultato improvvisamente nella vita reale: è assedio cinese (più qualche altro turista), il capodanno cinese è in questi giorni e sono tutti qua per sperimentatr un po' di vera vita di fattoria. Certo, in scarpette da ballo, vestiti lunghi ed eleganti, quegli assurdi trabbiccoli per farsi le foto da soli, e quel passo affrettato e a testa bassa che poco si addice ad un luogo come questo. Almeno, grazie a loro, mi becco uno spettacolo sulla tosatura della pecora (alla quale hanno sparaflesciato il cervello con tutte le foto) più qualche bibita aggratis.
Sulla storica nave a vapore Earnslaw vengo ammesso con qualche dubbio, com'è possibile che non ho il biglietto d'andata da Queenstown? Eh già, questa nave ormai è una giostra, e ha perso il suo vero utilizzo come trasporto da una riva all'altra: a bordo un pianista, un bar, un servizio di foto e tre biondoni che lavorano ai motori della nave, spalando carbone nelle fornaci, per la gioia di sovreccitate ragazze orientali in manga style.
Il pollo Pablo si sente un veto capitano a bordo della Earnslaw, in fondo era un pirata, a più agio su una nave che su una bicicletta, e conduce precisamente le manovre per l'approdo a Queenstown. Che è assediata da un numero spropositato di turisti, mai visti così tanti tutti assieme in Nuova Zelanda, manco al mount Cook. Cerco subito Fergburger, il locale dove si dice venga servito l'hamburger più buono al mondo: sicuramente c'è la coda più lunga al mondo per comprarne uno! Dopo un po' mi incontro con Vale, che lavora proprio li dopo aver vissuto un mese con me a Twizel, e ci diamo appuntamento per qualche camminata per i prossimi giorni.
La casa di Richard e Leanne, che mi ospitano, è appena fuori Queenstown, su una collinetta che mi ha fatto penare in bicicletta, ma da dove si gode un'incredibile vista sul lago: una delle più belle case dove sia mai stato! Questa sera sono ospiti anche Valeria, di Milano, e Fernando, argentino di Cordoba, appena arrivati nel paese con una working holiday visa, l'avventura per loro comincia adesso. La serata è epica, una cena imperiale con agnellio, mille tipi di verdure e vino, e un arcobaleno che spunta proprio di fronte alla casa. Spettacolo!
La strada infinita nel nulla
Un po' piu' di movimento per la strada...
I polli stanno pensando ad un bagnetto laggiu', troppo distante... poi tocca risalire!
Il rifugio per il pranzo
Loro, sempre, ovunque, in massa
Walter Peak
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