Mi sveglio, esco dalla tenda, e c'è la nebbia. Ma no porco cane! Mi dicono che è solo una nebbia mattutina, e allora io lascio passare il tempo con molta tranquillità, preparando la solita pasta a colazione. Tanto oggi arriveró fin dove possono le gambe, non ci sarà nessuno, campeggio selvaggio e al primo boschetto mi imbuco.
La giornata comincia pedalando per l'Otago Central Rail Trail, ovvero un sentiero per biciclette costruito sul vecchio tracciato della ferrovia tra Middlemarch e Clyde, percorso ogni anno da migliaia di ciclisti (e prima utilizzato dai ricercatori d'oro). Ne incontro molti, ma sono per lo più dei pensionati con la panza: il tracciato è adatto a tutti, è pianeggiante e il clima è spesso secco, nessuna difficoltà quindi. La prima parte prevede lunghi rettilinei che attraversano la campagna, tutta gialla, dove le onnipresenti mucche e pecore briucano tranquillamente. Ogni tanto si passa qualche ponte antico che scavalca dei ruscelli che hannp scavato in profondità la terra, creando piccoli canyon. La parte più interessante arriva quando si costeggia il fiume Taieri, qua il canyon è piú profondo ed affascinante, un lungo serpente verde albero: tutto è giallo e collinare intorno al fiume, solo vicino al suo letto cresce rigogliosa la vegetazione. Si passano ponti e tunnel, fino alla minuscola Hyde, uno dei punti di sosta dei pensionati panzoni. Io proseguo per Middlemarch, nel tratto di percorso più noioso. Se non ci fossero delle massicce montagne sulla mia destra e le pecore che scappano impaurite al mio passaggio, probabilmente mi sarei addormentato sul sellino!
Fa caldo, il sole è forte e per fortuna c'è una brezza fresca che viene dai monti. Arrivo a Middlemarch dopo 60 km di sterrato, in quella che sembra un paesino mezzo abbandonato del vecchio west. Non c'è niente qua, a parte un paio di negozi di bici, due bar e un negozietto con quattro robe. Mangiando un piattone di pasta vicino alla rotaie del treno (questo sì funziona) faccio conoscenza del polacco Yanek, anche lui in tour per la Nuova Zelanda: incontri che alleggeriscono le pesanti giornate ciclistiche. Mi informa che dopo Middlemarch non c'è niente per 50 km, solo colline decisamente pendenti, solo un hotel a mezza via e niente acqua. Ah, bene.
Beh dove arriverò arriverò, e comincio a pedalare. La strada sale, gli alberi spariscono, sostituiti da strane formazioni rocciose che sembrano venire da Marte, praticamente per 10 km è deserto, poi si ricomincia a scendere e poi salire, con le piccole valli attraversate da ruscelli che donano un po' di tinte verdi a tutto il giallo che si perde davanti a me. Passano pure poche macchine, tutta questa solitudine mi piace. Ad una piazzola di sosta due danesi hanno pietà di me e mi offrono del caffè e della ciocolata, ci guadagno anche una bella chiacchierata. Ancora niente per altri km, fino al puntino nero segnato sulla cartina: un villaggio? No, semplicemente un bar motel sulla strada. Vedo che sulla cartina che ci sono altri puntini neri, la padrona del luogo mi conferma che sono solo delle case, nessun villaggio fino ad Outram, a 25 km da qua. Sono le sei e mezza, un po' tardino, e pure stanco; la padrona mi dice che se voglio posso mettere la tenda in giardino, io faccio un paio di calcoli ma alla fine decido di continuare a pedalare.
Salgo ancora un po' e poi, inaspettata, arriva la discesa, lunghissima, intervallata da alcune puntarette micidiali. Il.paesaggio cambia, tornano gli alberi, e che alberi! Tutto diventa verde, e finalmente raggiungo la pianura e il paesino di Outram. Qua ci sono un paio di negozi, acqua e un bel posticino dove campeggiare. Guardo l'ora, sono le 20:00. Mancano solo 30 km a Dunedin, dove dovrei arrivare domani; la c'è qualcuno che mi puó ospitare, li chiamo e per loro va bene anche se arrivo oggi. E allora dai, si pedala ancora, con il sole che colora tutto con le tonalità del tramonto. Per la prima volta dopo due mesi vedo dei villaggi piú grandi di Twizel,sempre di piú man mano che mi avvicino alla grande Dunedin. I quartieri periferici di Dunedin sono tutti sopra delle colline ripide, e anche la casa dei miei host, ma non importa, ormai le gambe vanno avanti da sole e quando ormai l'oscurità è giunta, arrivo a destinazione. Kegan e Naaka mi accolgono con un bel tazzone di te, io ringrazio tanto. Scambiamo qualche parola, ma siamo tutti stanchi: a domani, alla scoprta dell'Otago Peninsula e di Dunedin!
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