Ma le pecore dove son finite?
Questo è la domanda di fine serata, alla quale non ho ancora trovato risposta: è da dopo Wanaka che praticamente non ci sono pecore, non amano l'aria di montagna o la west coast? Mah...
Il sole splende, ho caldo già nelle prime ore del mattino, si comincia bene. Seguo ancora il fiume Haast, che si fa man mano più grande all'avvicinarmi alla costa: inoltre, le montagne si abbassano progressivamente, il paesaggio si fa più agricolo e la vegetazione diventa quella tipica da foresta pluviale, rigogliosa come non mai in questo viaggio. Non c'è nulla intorno a me, ed è quasi ovvio: la strada dal lago Paringa all'Haast Pass è stata costruita nel 1963, prima i collegamenti erano in canoa e attraverso i sentieri maori tra i monti.
Poco prima di arrivare alla costa faccio una sosta nell'unico centro abitato della zona, Haast, 300 abitanti, una stazione di servizio, qualche alberghetto, due ristoranti, un supermercato dai prezzi ridicolosamente alti e un baracchino che vende Whitebait fritto, un pescetto piccolino. Li vicino c'è il centro informazioni, nel quale leggo il bollettino meteo dei prossimi giorni: acqua per quasi tutta la settimana. Che cul! Benvenuto nella west coast!
La mia entrata in sta benedetta west coast avviene attraversando il lungo ponte sul fiume Haast, poi è strada dritta e piatta per venti km, con la foresta pluviale che mi circonda. Ogni tanto vedo il mare, poi la strada si avvicina e lo posso finalmente andare a salutare: è abbastanza selvaggio, la vegetazione arriva fino alla spiaggia, peccato per i cinesi che arrivano al punto panoramico in massa con le loro macchinete fotografiche in modalità mitragliatrice, sennò avrei prolungato la mia sosta in spiaggia per più tempo. Ah no, c'erano anche le sanguisughe sandflies, via via!
Subito dopo la Tauperikaka Beach, questo il nome della spiaggia, la strada comincia a salire ripida ripida, cavolo sembra di essere in Liguria, beh, senza i pini marittimi ma con felci ed altri alberi sconosciuti! Gli scorci sulle scogliere coperte da vegetazione valgono i litri di sudore impregnati nella maglietta, poi finalmente comincia la discesa. Gli automobilisti sono troppo veloci e non li vedono, ma io che dono lento sì: sono i cespugli di more, e io me ne faccio una gigascorpacciata! Poi incontro un ciclista alaskiano (cioè dall'Alaska!) di quasi settant'anni: la prova vivente cha bicicletta non ha età!
Gli ultimi venti km son vita facile, è quasi puanura, costeggio prima il lago Moeraki e infine arrivo al lago Paringa, destinazione finale della giornata. L'acqua è invitante e mi ci butto dentro, chi se ne frega se poi i sandflies mi mangeranno, mi cospargerò di repellente. Arrivano anche due messicani al campeggio, Javier e Jorge, intabarrati come talebani per non essere mangiati vivi. Ovviamente il gruppo latino si forma, e la serata termina con una fogata del cileno Sergio, che con il suo ukulele ci regala un sottofondo musicale tutto latino, più due austriache e un tedesco, incredibilmente sociali per essere crucchi! Il cielo è incredibilmente stellato... Che le previsioni del tempo per domani siano errate???
Fiume Haast
Un altro fiumicello all'incontro col mare
Il pollo Paul prima di buttarsi in acqua dai 300 mt
All'orlo del precipizio
Lake Moeraki
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