martedì 10 febbraio 2015

Day 2: Kurow - Ranfurly, 104 km (10-feb)

Il passo dimenticato

Il lettone a due piazze della casa di Peter mi rigenera, pronto per il tappone di oggi! Il tempo non mi preoccupa, anche se il mattino è decisamente fresco non c'è una nuvola in cielo e la giornata si prospetta stupenda. La partenza è in discesa, anche se quasi impercettebile: seguo il Waitaki river, quindi non posso andare in su (anche se questa regola è stata smentita più volte, come è successo a me e Roberto in Montenegro)! È zona agricola, oltre alle onnipresenti mucche e pecore, anche vigneti e frutteti con pesche, albicocche e prugne, che occupano la valle circondata da brulle montagne.
La prima attrazione della giornata è una montagnetta di tufo che i maori del 19o secolo hanno usato per dar sfogo alla propria creatività e rappresentare l'arrivo dei coloni: la montagnetta è ben più interessante dei loro disegni...
In questo Louvre maori incontro due ciclisti canadesi, che vanno nella mia stessa direzione, per la prima volta in Nuova Zelanda pedali con qualcuno a fianco! Insieme raggiungiamo Duntroon, quattro case in croce e un paio di interessanti edifici storici, poi ci dividiamo, loro seguono l'A2O track, io voglio le montagne e mi dirigo verso la strada che porta al Danseys pass.
Peter mi aveva informato sul Dunseys pass: 50 km di strada sterrata e polverosa, tanta solitudine, grandi paesaggi e vento il pomeriggio. Il vento è ciò che più mi preoccupa, ma è ancora mattino ed in caso il vento me lo piglierò in discesa. I primi km sono sono asfaltati e seguono dei bei fiumi che formano dei profondi canyon, poi, salendo in quota, arriva lo sterrato e la grande solitudine. Non c'è niente, oltre le pecore e le mucche ovviamente! Unico segno di vita una fattoria che vende.... Lavanda! È difficile andare avanti, è un continuo su e giù che sembra non aver fine, le salite hanno pendenze importanti e in discesa bisogna stare attenti a non cadare giù pe il fianco della montagna.
Il contakilometri sembra avanzare lentissimo, finchè il passo si fa ben visibile, un taglio netto e trasversale sulla montagna. Faccio fatica a raggiungerlo, ma alla fine tocco quota 950 mt e posso finalmente cominciare la discesa: da qua si vede il mare, il paesaggio intorno a me è fantastico e mentre contemplo la natura intorno a me penso che ne è valsa la pena di fare tutta questa faticaccia! E di vento neanche una traccia!
La discesa è liberatoria, devo fare attenzione alle buche e alla ghiaia ma è comunue abbastanza semplice. Alla fine della discesa incontro una coppia di ciclisti ticinesi in bici da tre mesi, per loro la fatica comincia adesso! La strada sterrata termina nella piccola Naseby, fondata nel 1860 dai cercatori d'ori della regione: non devono aver avuto molta fortuna, il villaggio è rimasto praticamente uguale a cento anni fa, e vi regna una tranquillità assoluta. Da qua a Ranfurly ci sono solo 13 km in mezzo ai campi, ed è un gioco da ragazzi raggiungere la destinazione del giorno.
Ranfurly è famosa per le sue case in art deco, in verità non ne vedo molte, e l'ex stazione del treno è quanto di piú bello puó offrire la cittadina. Me ne vado subito verso la casa di Ewan, Anna ed i loro 3 figli, che mi accolgono per questa sera. Mi lasciano piantare la tenda in giardino, ma la cosa più bella è una doccia calda che spazza via tutta la stanchezza. Le energie vengono integrate da un barbeque (non oso commentare che preferirei non mangiare carne) e del buon pinot gris (non oso commentare che ne vorrei di piú!), qualche chiacchiera e poi vanno tutti a nanna: meglio così, oggi la giornata è stata dura!








Nessun commento:

Posta un commento