martedì 17 febbraio 2015

Day 9: Clifden - Te Anau, 87 km (17-feb)

Di nuovo tra i monti

Eliano e Domenica mi avevano avvertito che probabilmente oggi avrebbe piovuto, quindi svegliarsi la mattina con umidità 100% e nuvole basse non è stato rassicurante. Fortunatamente, con il passare dei minuti, l'impacchettamento della bici e la colazione, le nuvole sono scomparse per lasciar spazio ad un bel sole! I due italiani mi offrono gentilmente una buona tazza di caffè, fatto con la moca, oggi parto con lo sprint!
Ed in effetti lo sprint serve... Senza i due tedeschi (sono partiti un po' dopo), comicio a pedalare nell'ampia vallata senza sforzo alcuno, ma dopo una quindicina di km comincia un forte vento contro che mi perseguiterà per quasi tutta la giornata: purtroppo dovrò andare proprio nella direzione dalla quale soffia il vento. Poco importa, vuol dire che pedalando più piano mi godrò meglio il paesaggio e le montagne che affiancano la valle.
Piano piano avanzo con determinazione, io spero che i tedeschi mi raggiungano - in tre è più facile contro il vento - ma ciò nom accade. Ricominciano le salite vere, il dislivello è solo di 200 mt ma siamo intorno all'8%-10%, o almeno così credono le mie gambe. Passo per grandi campi dove pascolano le solite mucche e pecore, anche qualche daino, li saluto muggendo e belando. Per i daini, non so che verso fare! Oltrepasso le wetlands, zone paludose, fino ad arrivare finalmente a Manapauri, villaggio turistico costruito di fronte all'omonimo lago: dall'altra parte del grande specchio d'acqua e i monti, c'è il Doubtful Sound, uno dei fiordi che mi sarebbe piaciuto vedere, ma arrivarci in bici è una mezza impresa. Per la prossima volta... La pausa cibo è triste, ho finito la marmellata, la soluzione è mettere olio, zucchero e uvetta sulla fetta di pane: da ripetere solo in casi di fame. Il lago è bello, ma non è di quel bell'azzurro dei laghi vicino a Twizel: le montagne però mi fan voglia di mollare la bicicletta e farmi una bella camminata (il famoso Kepler track non è distante...).
Per Ta Anau sono solo 20 km, il vento comincia a soffiare più forte, ma il sole è delizioso, temperatura perfetta, e alla cittadina mi sembra di arrivarci in un battibaleno. Caso vuole che con Couchsurfing abbia trovato casa con quattro italiani e un argentino, due pesaro-urbinesi e due de Chioggia! Ta Anau è bellina, ma solo è perchè di fronte al lago, per il resto è un villaggio turistico, con le solite migliaia di turisti, soprattutto orientali, che invadono strade e ristoranti. Meno male che ci sono i ragazzi della casa, che sono assai simpatici, a rendere questo villaggio più bello!
Domani si va ai fiordi, finalmente!


Si passa tra boschi...


...campi...


...pecore ovviamente...


...fino ad arrivare in cima...


...per poi scendere nelle wetlands...


...e terminare a Ta Anau!

Day 8: Invercagill - Clifden, 104 km (16-feb)

Verso nord

Ieri ho toccato il punto più a sud del viaggio, ora è il tempo di andare a nord! La giornata è la più bella trovata fino ad adesso, il sole splende sin dalle prime ore del mattino e non ci sono nuvole all'orizzonte. Perfetto, faccio le cose con estrema calma e verso le dieci e mezza parto, giusto per non avere neanche un pochino di freddo. Nel centro di Invercagill compro un marsupio da attaccare al manubrio, così da mettere almeno portafogli e biscotti, che uso di frequente. A proposito di biscotti, ci sono quelli della marca Budget, che fa tutto economico, dalla pasta e fagioli a un dollaro ad appunto i dolcetti. Ad Invercagill i biscotti Budget sono allo zenzero, ma buoni anche quelli con le pepite di cioccolato e al malto. Insomma, cibo economico per ciclisti!
Passato Invercagill pedalo nuovamente per strade piatte di campagna, che il sole rende molto piu belle. Dopo una quindicina di km trovo altri due ciclisti, Jan e Diana, coppia tedesca che avevo incrociato nei Catlins, quindi formiamo un gruppetto a tre e pedaliamo fino alla storica città di Riverton, la più vecchia dell'isola sud. Loro hanno già più di 3000 km sulle gambe, hanno già fatto un po' di Malasya dopo aver girato il Vietnam in moto.
Da Riverton facciamo un po' di tira e molla, a volte mi stacco per far foto, altre li supero e pedalo in solitaria per lo stupendo tratto di costa, fatto di ampie baie dalle colline ondulate dalle quali si può ammirare un gran bel paesaggio. Mi fermo alla Monkey Island per godere di una mezz'oretta di spiaggia, poi, dopo una collinetta, ritrovo i due compagni di viaggio, intenti ad ammirare una falesia. Incontriamo anche l'inglese Luke e Mike di San Francisco, vanno nell'altra direzione ma quattro chiacchiere si scambiano sempre.
Ricominciamo a pedalare assieme, la strada vira verso l'interno e ci allontaniamo dal mare; il profumo del mare si fa sempre più lontano, lo ritroverò più avanti, nella west coast. L'ultimo paesetto per fare provviste è Tuatapere, noi compriamo solo delle pannochie, stasera vogliamo mangiarcele di fronte ad un bel falò! Infine, arriviamo al minuscolo abitato di Clifden, dove c'è un bellissimo free camping a lato del ponte sospeso più vecchio dell'isola sud, "ben" cento anni! Nel camping incredibilmente ci sono anche due signori italiani della provincia di Cuneo, Eliano e Domenica, in viaggio in furgoncino: proprio delle brave persone, ed è raro trovare italiani in viaggio in quest'isola.
La giornata termina tra storie di viaggio e una gustosa pannocchia da sgranocchiare, scaldati dal fuoco del falò, e non poteva finire meglio...


Riverton


Pollo Paul e Monkey Island


La bellissima costa sud


Diana e Jan laggiù in fondo


Poco vento eh...


Il ponte di Clifden

domenica 15 febbraio 2015

Day 7: Waikawa - Invercagill, 90 km (15-feb)

Leoni marini

La notte piove. Un incubo? Non può essere, ieri sera era bello! E invece è proprio così, piove. Mi raggomitolo nel sacco a pelo e con il pensiero cerco di mandare via quelle maledette nuvole. Devo esserci quasi riuscito, perchè sebbene le nuvole siano rimaste, almeno la pioggia ha smesso di cadere!
Faccio la camping-ciclo-colazione con Matthieu, rimanendo d'accordo per un futuro tour de France insieme (ma quando???), poi lui va a nord est, io a sud ovest. In verità tanto a sud ormai non ci posso più andare visto che sono ormai nel punto più meridionale dell'isola. La strada costiera è tutta di ghiaia, quella ghiaia maledetta che fa scivolare le ruote, soprattutto quando si va in su, ma è praticamente una grande ciclabile, poche macchine padsano di qua. Il punto più a sud dell'isola, la Slope Point, non la vado a vedere, Matthieu mi ha avvertito che è una deviazione di sei km tutta su e giù sulla ghiaia scivolosa, quindi opto per la Waipapa Point, che rappresenterà per me il punto più meridionale del viaggio. Tira un vento freddo sulla punta, dominata da un faro bianco, ma la presenza di tre leoni marini sulla spiaggia fa dimenticare la temperatura. Sono così vicini che li potrei quasi toccare, ma la spiaggia è il loro posto e non li disturbo. È una sorpresa trovarne un altro invece in mezzo all'erba di una collinetta di fronte al faro, diversi metri più in alto del livello spiaggia e a più di duecento metri dal mare. Questo sembra quasi morto, non resisto e lo tocco, è quasi soffice! Dopo mezzo secondo sto bestione alza la testa e mi molla un ringhio... Ok ok, meglio lasciarlo in pace, le zanne non sono proprio piccole.
Me ne riprendo a pedalare felice e beato, ripensando ai leoni marini, la strada intanto su fa asfaltata e io pedalo tranquillamente per la campagna, finalmente piatta, del sud delle Southlands. Non molto da segnalare da qua a Invercagill, se non la ricomparsa del sole e del caldo, dopo quattro giorni rimango funalmente in maniche corte, qualche km con il vento a favore (woooow!) e dei paesini più piccoli di Sprea o Previsdomini (note località del nord Italia) che fanno tenerezza.
Ad Invercagill vado direttamente alla casa di Dawn ed Elijah, oggi avrò un letto sul quale dormire... Con i due figli gioco a fare i versi degli animali, poi faccio rifornimenti di cibo per i prossimi due giorni. La doccia è un piacere che mancava da due giorni, il comodo materasso pure... Va bene la wild life, ma alle comodità di sto tipo non dico certo di no!


Pollo Paul guardiano di pecore


Il leone marino!


E la punta piu' a sud del mio viaggio


La Scenic Route


Campi, e campi, e campi...

Day 6: Nugget Point - Waikawa, 87 km (14-feb)

Terra di cascate

Ancora grigio di mattina, e freddo, ma almeno non divrebbe piovere. Comunque non ci metto molto a scaldarmi, i Catlins sono un continuo saliscendi, colline ovunque, con ripide salite seguite da veloci discese, con una vegetazione che si fa sempre più fitta, con un tocco tropicale da foresta umida, con grandi felci e un sottobosco disordinato e rigoglioso. Rispetto al semi deserto di quattro giorni fa, sembra di essere in un altro paese!
Dopo pochi km faccio un tuffo nella storia, una breve camminata mi porta verso la galleria della Tunnel Hill. Dove una volta passava il treno, ora crescono forti gli alberi, con le rotaie sostituite da radici: è un peccato però constatare che anche in quest paese il trasporto su strada sia stato preferito a quello su ritaia, speriamo che l'Italia non faccia la stessa fine. Owaka, il paesino più grande dei Catlins (forse esagero dicendo 1000 persone) è una sosta obbligata per il rifornimento di cibo: per caso noto la simpatica Tea Pot House, una casa con il giardino invaso da centinaia di esemplari di teiere.
Dopo Owaka conincia il mio pellegrinaggio verso le cascate della regione: sono tante e io non me ne voglio perdere neanche una, vista la mia passione. Le prime che incontro, dopo una decina di km su sterrato, sono quelle di Parakaunui, immerse nella fitta foresta umida (che non m'aspettavo così fissa...), poi altre ancora, il quale nome non ricordo: tutte molto graziose, non sono chissà che roba ma vale la pena anche solo gironzolare nella foresta.
Dopo un'altra decina di salitina e discese, arrivo finalmente al mare, presso il mini villaggio di Papatowai. È il sole ad accogliermi in questa ridente località, che balza in cima alla mia personale classifica di gradimento del viaggio per via di un fighissimo bar/furgoncino pieno zeppo di invenzioni strane fatte con materiale riciclato, e soprattutto per il suo tratto costiero, con la foresta che arriva direttamente ad affacciarsi sulla spiaggia e sulla foce del fiume. Bellissimo spettacolo che mi ha ricordato addirittura qualche spiaggia in Equador!
La pedalata mi porta ad incontrare nuovamente i ciclisti tedeschi del campeggio: sono decisamente più carichi e quindi più lenti, scambiamo un paio di chiacchiere e poi li lascio alle mie spalle. È il turno delle McLeans Falls, le cascate più alte dei Catlins, 22 mt, stavolta la deviazione vale veramente la pena, anche se la strada di ghiaia in salita mi fa veramente sudare sette camicie. Lungo la strada non si vede più neanche una casa da parecchi km, la foresta è l'unica padrona della zona, non potevo che chiedere di meglio! Ribecco di nuovo i tedeschi, di cascate ne hanno viste ben poco loro, pensano solo alla strada, mah...
Le ultime cascate della giornata sono le Niagara Falls: esatto, proprio quelle!!! In verità un burlone le ha chiamate così, ma sono appena due saltini in un fiume... Ancora pochi km e arrivo a Waikawa, qualche casa, un fish and chips e una chiesetta nato ai bordi della baia Waikawa. C'è un campeggio libero, ampio e con bagni, la zona mi piace e mi fermo, tutto sembra molto tranquillo e la baia al tramonto non è niente male. Una decina di metri più in la della mia tenda c'è un'altro ciclista, e vado subito ad attaccare bottone. È Matthieu, francese (beh ovvio!), lui è in bici da due anni, partito dalla Francia con la sua ragazza ed arrivato in Nuova Zelanda attraversando tutta l'Asia ed Australua. Da poco si è mollato con la sua ragazza, ma ormai gli manca poco, solo tornare ad Aukland, il Canada e poi il suo paese. Il mio misero giro dell'Isola Sud a confronto fa ridere...


Ancora un tunnel tenebroso per pollo Paul e Pablo


Le teiereeeee


Prima cascata!


Varda che roba!


Che acquetta!


McLeans Falls

Day 5: Dunedin - Nugget Point, 128 km (13-feb)

Vento contro

Contrariamente ad ogni previsione, mi sveglio con il sole. Che i metereologi kiwi abbiano sbagliato?? Comunque fuori tura forte vento, che non promette nulla di buono. Giusto il tempo per la colazione bomba e di caricare la bici ed eccoli, i nuvoloni neri sono arrivati, ormai è questione di minuti.
Faccio giusto la ripidissima discesa che mi porta al livello del mare (e che purtroppo prevedo dovrò risalire prima o poi), e la pioggia comincia a scendere, e perchè no, pure il vento mi da contro! Ovviamente fa freddo, eeeh l'estate! Peccato, perchè così non riesco a godermi i 20 km di strada costiera, il mio è un continuo lottare con vento ed acqua. All'arrivo al minuscolo paesino di pescatori di Taieri Mouth, sulla foce del fiume Taieri, vecchia conoscenza dall'Otago Central Rail Trail, la pioggia finisce, ma comincia una cattivissima salita che mi costringe ad usare il rapportino e ad imprecare contro il folle ingegnere stradale che l'ha progettata. Tutto questo per raggiungere la strada principale, la highway 1, nei pressi di Waihola, un pugno di casette di fronte al tristissimo lago grigio, dove mi fermo per mangiare, attorniato da minacciosi gabbiani vogliosi di cibo, sciò sciò!
Da qua a Balchlutha la strada non è per niente piacevole, oltre ad essere trafficata e priva di interessi paesaggistici, è pure ondulata, e il costante vento contro e qualche acquazzone la rendono decisamente pesante da affrontare. Il contakilometri avanza lentissimo, e io mi attristisco, non è possibile che in estate il tempo sia così! Dovrò farmene una ragione.
A Balclutha finalmente il tempo migliora, esce addirittura il sole! Essendo l'ultima grande città (beh grande...) prima di entrare nei selvaggi Catlins, mi fermo per far tirare un raggio debole della bicicletta... Non voglio nessun problema meccanico irreparabile in stile Grande Giro d'Italia... Anche la strada si fa più bella, seguo il fiume Clutha per qualche km (il fiume più grande della Nuova Zelanda), e finalmente mi riavvicino al mare, nella località di Kaka Point. Le forze sono agli sgoccioli, ma voglio andare a vedere la famosa Nugget Point, celebre per le sue alte falesie, il faro e gli scogli a pepita (nugget) alla fine del promontorio. Ne vale decisamente la pena, la strada sterrata continua a salire e a scendere lungo la costa, che su fa sempre più selvaggia, con gli arbusti che si aggrappano ai bordi della collina che cade a picci sul mare, punteggiato da scogli circondati da alghe gigantesche. La punta finale del primontorio è da cartolina, la fatica della giornata viene tutta ripagata da questa splendida vista.
Scopro in me nuove forze che vengono da chissà dove (dal mezzo kg di pasta forse???) e invece di fermarmi al campeggio di Kaka Point proseguo verso l'interno, nei selvaggi, indulati e verdeggianti Catlins. È un piacere pedalare in queste strade poco trafficate, e dopo qualche km trovobun campeggio, che mi attrae con la parola doccie calde. Posso fermarmi qua, in questo campeggio invaso da tedeschi e francesi (ma sono ovunque???): alla fine la doccia non la farò, per quella bisogna pagare a parte, ma ti pare?? Tra i personaggi del luogo, altri due ciclisti tedeschi ipercaricati (ovvio, son tedeschi) e due francesi che avevo addirittura servito quando lavoravo a Twizel! La notte su fa decisamente fredda, e in tenda dormo con due sacchi a pelo e la giacchetta, speriamo sua sufficiente!.


Bel tempo eh...


Kaka poin


L'entrata ai Catlins!


Polli affaticati ma contenti al Nugget Point


Le alte falesie del Nugget Point


...e la stradina per arrivarci...


giovedì 12 febbraio 2015

Day 4: Dunedin & Otago Peninsula

Vita cittadina

Ancora la nebbia che fa capolino alle prime ore della giornata. Con un tempo così non ho neanche tanta voglia di uscire di casa, quindi me la prendo con estrema calma, aspettando il dissiparsi della nebbia. Alle undici quella maledetta è ancora li e allora chissene... e comincio a pedalare, tanto oggi i km non sono molti e rimango in zona.
Prima destinazione la Tunnel Beach, affascinante tratto di costa dalle scogliere alte sulle quali si infrangono con violenza le onde, e rocce con le quali Madre Natura si è divertita a giocare. La spiaggia si chiama così perchè per raggiungerla, anni addietro, un signorotto locale proprietario del terreno, fece scavare un tunnel, ancora esistente, che parte da sopra le scogliere.
Dopo questa ripida passeggiata, è l'ora di visitare Dunedin, raggiungibile scendendo e salendo per altrettante ripide collinette. Si dice che proprio a Danedin esista la strada residenziale più ripida al mondo, e ci credo! Dunedin, agli occhi di un europeo, non è un granchè, ma agli occhi di un europeo dopo 2 mesi a Twizel risulta accetabile! Molti negozi, molti studenti, un paio di monumenti degni di nota, tra i quali spicca la stazione del treno, che effettivamente è molto bella.
Il top è però l'Otago Peninsula, che chiude quasi la baia di Dunedin, e finalmente, quando pedalo lungo la costa, il sole ricomincia a splendere. La strada che costeggia il mare è tranquilla, viene voglia di fare il bagno, ma dopo 15 km, a Portobelllo., a lascio per tornare a Dunedin passando per le montagnose e pendenti strade interne. Si vede il mare in tutte e due i lati della penisola, che si presenta verdeggiante ed estremamente tranquilla.
Al ritorno a casa vengo messo alla prova ai fornelli, risottino stasera, che viene spazzolato via in poco tempo, poi ascolto con piacere Naaka alle prese con l'ukulele
Domani danno pioggia, mannaggia, non mi resta che sperare in qualcosa di meglio....


Pollo Paul scappa dalle onde altissime...


La stazione di Dunedin, si dice sia l'edificio piu' fotografato in New Zealand...


China Town??? Dun he din? E che ci fa il leone cinese con il povero pollo Paul in bocca?? Pollo alla cantonese?


Otago Peninsula


Sempre loro - le pecore - ovunque


La baia di Dunedin in tutto il suo splendore

Day 3: Ranfurly - Dunedin, 138 km (11-feb)

Come un treno verso il mare

Mi sveglio, esco dalla tenda, e c'è la nebbia. Ma no porco cane! Mi dicono che è solo una nebbia mattutina, e allora io lascio passare il tempo con molta tranquillità, preparando la solita pasta a colazione. Tanto oggi arriveró fin dove possono le gambe, non ci sarà nessuno, campeggio selvaggio e al primo boschetto mi imbuco.
La giornata comincia pedalando per l'Otago Central Rail Trail, ovvero un sentiero per biciclette costruito sul vecchio tracciato della ferrovia tra Middlemarch e Clyde, percorso ogni anno da migliaia di ciclisti (e prima utilizzato dai ricercatori d'oro). Ne incontro molti, ma sono per lo più dei pensionati con la panza: il tracciato è adatto a tutti, è pianeggiante e il clima è spesso secco, nessuna difficoltà quindi. La prima parte prevede lunghi rettilinei che attraversano la campagna, tutta gialla, dove le onnipresenti mucche e pecore briucano tranquillamente. Ogni tanto si passa qualche ponte antico che scavalca dei ruscelli che hannp scavato in profondità la terra, creando piccoli canyon. La parte più interessante arriva quando si costeggia il fiume Taieri, qua il canyon è piú profondo ed affascinante, un lungo serpente verde albero: tutto è giallo e collinare intorno al fiume, solo vicino al suo letto cresce rigogliosa la vegetazione. Si passano ponti e tunnel, fino alla minuscola Hyde, uno dei punti di sosta dei pensionati panzoni. Io proseguo per Middlemarch, nel tratto di percorso più noioso. Se non ci fossero delle massicce montagne sulla mia destra e le pecore che scappano impaurite al mio passaggio, probabilmente mi sarei addormentato sul sellino!
Fa caldo, il sole è forte e per fortuna c'è una brezza fresca che viene dai monti. Arrivo a Middlemarch dopo 60 km di sterrato, in quella che sembra un paesino mezzo abbandonato del vecchio west. Non c'è niente qua, a parte un paio di negozi di bici, due bar e un negozietto con quattro robe. Mangiando un piattone di pasta vicino alla rotaie del treno (questo sì funziona) faccio conoscenza del polacco Yanek, anche lui in tour per la Nuova Zelanda: incontri che alleggeriscono le pesanti giornate ciclistiche. Mi informa che dopo Middlemarch non c'è niente per 50 km, solo colline decisamente pendenti, solo un hotel a mezza via e niente acqua. Ah, bene.
Beh dove arriverò arriverò, e comincio a pedalare. La strada sale, gli alberi spariscono, sostituiti da strane formazioni rocciose che sembrano venire da Marte, praticamente per 10 km è deserto, poi si ricomincia a scendere e poi salire, con le piccole valli attraversate da ruscelli che donano un po' di tinte verdi a tutto il giallo che si perde davanti a me. Passano pure poche macchine, tutta questa solitudine mi piace. Ad una piazzola di sosta due danesi hanno pietà di me e mi offrono del caffè e della ciocolata, ci guadagno anche una bella chiacchierata. Ancora niente per altri km, fino al puntino nero segnato sulla cartina: un villaggio? No, semplicemente un bar motel sulla strada. Vedo che sulla cartina che ci sono altri puntini neri, la padrona del luogo mi conferma che sono solo delle case, nessun villaggio fino ad Outram, a 25 km da qua. Sono le sei e mezza, un po' tardino, e pure stanco; la padrona mi dice che se voglio posso mettere la tenda in giardino, io faccio un paio di calcoli ma alla fine decido di continuare a pedalare.
Salgo ancora un po' e poi, inaspettata, arriva la discesa, lunghissima, intervallata da alcune puntarette micidiali. Il.paesaggio cambia, tornano gli alberi, e che alberi! Tutto diventa verde, e finalmente raggiungo la pianura e il paesino di Outram. Qua ci sono un paio di negozi, acqua e un bel posticino dove campeggiare. Guardo l'ora, sono le 20:00. Mancano solo 30 km a Dunedin, dove dovrei arrivare domani; la c'è qualcuno che mi puó ospitare, li chiamo e per loro va bene anche se arrivo oggi. E allora dai, si pedala ancora, con il sole che colora tutto con le tonalità del tramonto. Per la prima volta dopo due mesi vedo dei villaggi piú grandi di Twizel,sempre di piú man mano che mi avvicino alla grande Dunedin. I quartieri periferici di Dunedin sono tutti sopra delle colline ripide, e anche la casa dei miei host, ma non importa, ormai le gambe vanno avanti da sole e quando ormai l'oscurità è giunta, arrivo a destinazione. Kegan e Naaka mi accolgono con un bel tazzone di te, io ringrazio tanto. Scambiamo qualche parola, ma siamo tutti stanchi: a domani, alla scoprta dell'Otago Peninsula e di Dunedin!


Partenza! Dalla stazione di Ranfurly


Taieri Gorge


Due polli impavidi entreranno nell'oscuro tunnel!


C'era una volta... le rotaie...


Arrivo a Middlemarch


Avvicinandomi a Dunedin, con il tramonto, incrocio nuovamente le rotaie...