giovedì 19 marzo 2015

Day 31: somewhere after Motueka - Nelson, 45 km (19-mar

Great taste trail

Oggi tappa corta, quasi di tiposo prima degli ultimi 8 giorni di pedalata. Eh si, perchè contrariamente ai piani, non mi fermo a Nelson, ma ritorno a Twizel, c'è da lavorare!
Seguo il Grat Taste Trail, percorso ciclabile facile facile che si snoda tra campi, collinette, mare, vigneti meleti e frutteti di tutti i tipi. Il giorno è perfetto, bellissimo sole. Per trente km è così, poi entro nei centri abitati di Richmond ed infine Nelson. Nelson mi piace, niente di che a livello architettonico, ma ha il mare, le montagne, il sole e un po' di vita per le strade. Vado prima alla casa di Grant e Alison, i miei osti, lascio i bagagli e gironzolo tranquillamente per la città: eh si, dovrei trovarmi un lavoro qua, altrochè Twizel! Nelson è famosa per le sue birre artigianali, ne stappo una con Grant, e per i vini, e mi faccio un bicchiere con Alison, il tutto di fronte ad una grigliata, parlando del loro prossimo viaggio in bici in Italia.
Domani si va a Picton, e poi di nuovo a sud, speriamo do non trovare troppo freddo...






Day 30: Somewhere before Upper Takaka - somewhere after Tasman, 50 km (18-mar)

Lama ed emu

Che notte... Dormito male e umido... Meno male che il doppio sacco a pelo tiene caldo ed è morbidoso! Ha piovuto tutta la notte, apro la tenda aspettandomi il peggio, ma non è così: certo, ci sono dei gran nuvoloni, ma c'è speranza nel grigio cielo. Sono rimasto senza acqua, faccio la carità ai vicini, che scopro essere una coppia italo tedesca, lei di Rimini. Ah la bella Rimini, ci passai con il Grande Giro d'Italia... Anche lei è una viaggiatrice tosta, e davanti ad un caffè ce la passiamo raccontandoci dele bellezze delle nostre terre. E nel frattempo viene fuori il sole, magia!
So già a cosa vado incontro, davanti a me c'è la montagna, quella che ho affrontato tre giorni fa e che mi ha fatto sudare parecchio. In verità la salita è di quelle che mi piacciono, qualche tornante, nessuna pausa o discesetta in mezzo, visuale aperta sulla vallata e buone pendenze regolari. L'affronto con piacere, all'inizio è dura, poi prendo il ritmo e vado su regolare. Sulla cima della Takaka Hill svolto per andare alla Canaan Road, che dopo 11 km di sterrato dovrebbe portarmi ad una grande grotta, ma una nuvolaccia cattiva svolazza sopra la mia testa, non so che fare. Parlando con la proprietaria del cafè in cima mi convinco che no, meglio evitare la possibile pioggia e non andare. Me ne sto a parlare con lei, che mi racconta delle riprese del Signore degli Anelli e lo Hobbit li vicino, e poi mi fa vedere la piccola fattoria. Già di per se il paesaggio roccioso e selvaggio fa pensare ad epoche lontane, poi quando spunta un emu l'era preistotica si fa più concreta. Dopo un minuto passa anche un brontosauro, un nazgul e un orco. Ci sono anche i lama, che se ne stanno seduti placidamente, nobili come sempre.
La discesa è fredda, ma arrivo velocemente a livello mare, ai luppoli, alle mele, alle pere e tutti i frutteti di Motueka. Poi sono ancora una decina di km costeggiado il mare, beh, quello che dovrebbe essere mare visto che c'è bassa marea, mi immetto in piccole strade secondarie e soleggiate, dove spuntano addirittura degli ulivi! Oh my god, il paradiso!! Li vicino c'è la casa di Ali e Peter, la coppia che mi ospiterà stasera, super accoglienti e con una casa da favola, con pure delle caprette con le quali fanno formaggio. Con loro passo una buona serata con un'ottima cena vegetariana, in compagnia di un'altra coppia che gli farà housesitting perchè tra un mese se ne vanno in Africa per tre... Che sfortunati ad aver trovato una casa così!


Si comincia a salire...


I francesi incitano i ciclisti... allez!


Epoca preistorica...


Cresci bene luppolo, sara' buona birra!


Pollo Paul sorpreso... uliveti in Nuova Zelanda???

mercoledì 18 marzo 2015

Day 29: Collingwood - somewhere before Upper Takaka, 47 km (17-mar)

La nuvola di Fantozzi

Negli ultimi viaggi il maltempo mi ha perseguitato. A parte la soleggiata Marsiglia con Stefania, in Portogallo con Valentino ci siamo beccati parecchia acqua, ma era novembre, non certo la miglior stagione, e nel grande giro d'Italia con Tommaso il tempo è stato incredibilmrnte piovoso e freddo; questo giro è addirittura ridicolo, ovunque c'è siccità (secondo quello che dicono i neozelandesi eh) giusto fino al giorno prima del mio arrivo in qualsiasi località. Sto seriamente pensando di andare a pedalare nel Sahara o nel deserto di Atacama...
Da quando mi sveglio fino alle due passate piove, ininterrottamente, talvolta fortissimo, altre solo un paio di gocce. Non so che fare, se partire e beccarmi la pioggia od aspettare, ormai non ne posso più di questa estate bagnata. Aspetto, oggi devo fare pochi km, l'intenzione sarebbe di andare a Takaka, visitare delle grotte e poi andare in spiaggia, ma credo dovrò accontentarmi delle grotte (in verità, come suggerito da Giuliano, mi fermerei qualche giorno, ma per i prossimi tre giorni danno pioggia...). Passo il tempo bighellonando su internet, non c'è molto altro da fare, potrei magari darmi al whisky o alle canne (il profumo di erbetta aleggia sulla casa), ma sono un salutista e preferisco mangiare, e mangiare, e mangiare... Sarà il nervoso per la pioggia. Verso le due e mezza il cielo da tregua e ne approfitto per partire, magari riesco a visitare qualcosa oggi! Il tempo regge per un'oretta, poi inevitabilmente ricomuncia a piovere... eee vabbè! Arrivo a Takaka e mi rifugio nel supermercato, giusto in tempo prima della pioggia pesante. Non mi resta che attendere di nuovo.
Il giro alle grotte salta, ovviamente, non so se fermarmi a Takaka e o andare in ostello, per rimanete all'asciutto e fare il gran signore (beh... secondi i miei standard...), o ritornare indietro di un paio di km per il free camping che per una bella parte è sotto un ponte, e quindi all'asciutto. Intanto aspetto. All'ingresso c'è una ragazza tedesca che fa ritratti gratis, per praticare dice lei (per me è invece un' astuta mossa commerciale, chi si fa fare il ritratto le lascerà sempre qualcosa...), non ho tanto da fare e aspetto che arrivi il mio turno dopo un paio di bambini. Anche lei è qua grazie ad una working holiday visa, e mentre mi fa il ritratto ci facciamiamo una bella chiacchierata. Nel frattempo smette di piovere, e io, ritratto in mano (ben fatto!) ricomincio a pedalare, anche se sono quasi le sette; voglio dare un senso a questa giornata, pedalando almeno una cinquantina di km. Tra Takaka e Upper Takaka ci sono 25 km di nulla, magari mi fermo in una fattoria e domando di dormire li.. Invece, quando si sta facendo scuro, trovo una piazzola di sosta con qualche camper già posizionato. Mi ci metto anch'io, con la tenda sotto un albero, unico pedalatore solitario in mezzo a tanti motoristi...




Day 28: Collingwood - Farewell Spit - Collingwood, 50 km (16-mar)

Estremo nord

Tutto con estrema calma, tanto oggi non devo andare lontano, il Farewell Spit è a soli 20 km da qua. Tanta calma che parto a mezzogiorno. La strada avanza verso nord sonnolosamente, poche macchine in giro, in fondo sto andando verso il nulla, la strada finisce quando comincia il mare, e ciò mi piace assai... Le montagne del Kahurangi park a sinistra, il mare a destra, fino ad arrivare all'ultimo avamposto abitato, la minuscola Papunga. Da la comincia una strada sterrata che mi conduce fino al mare.
Le scogliere di Cape Farewell sono maestose, sempre battute dal vento, tanto che gli arbusti crescono piegati. Sono al punto più a nord dell'isola sud, meno di un mese fa ero al punto più a sud, che soddisfazione! Da Cape Ferwell comincia una passeggiata panoramica che segue il bordo delle alte scogliere fino a terminare alla Wharariki Beach, caratterizzata da grandi dune di sabbia bianca, che contrastano con il verde che le circonda. La spiaggia è bellissima e selvaggia, è un avventura entrare nelle grotte scavate dal mare, che si riempono d'acqua ad ogni onda più alta del normale. Ma la vera sorpresa della spiaggia sono i cuccioli di foca che la popolano, sono tantissimi, giocherelloni, e non hanno paura della gente, tanto che si avvicinano tantissimo, fino a mezzo metro da me: che emozione!
Ritorno soddisfatto a riprendere la bicicletta, voglio tornare in fretta a casa, minacciosi nuvoloni neri si stagliano all'orizzonte. Sono perseguitato, anche qua nella soleggiata Golden Bay!!
Faccio appena tempo a mettere piede a casa e comincia a piovere: è la coda del ciclone che a Vanatu ha ucciso una ventina di persone, dice John... Porco cane, meno male che qua piove e basta... Oggi cucino io, gnocchi per tutti, l'ideale per godersi, finalmente, la visione serale dell'ultimo episodio dell'Hobbit! Alcuni posti li riconosco, ci sono stato in questo viaggio, ma non c'erano ne orchi, ne draghi, ne fortezze... Sarò arrivato troppo tardi??







lunedì 16 marzo 2015

Day 27: Marahau - Collingwood, 97 km (15-mar)

Golden bay

Mi sarò disabituato alla bicicletta dopo quattro giorni di camminata? Le gambe dicono di no, e girano bene. La prima collinetta la conosco, l'ho affrontata quattro giorni fa e aveva fatto male: oggi, bello fresco e con meno pesi, mi srmbra molto più facile. Della seconda collina della giornata, la Takaka Hill, conosco solo le opinioni dei compagni ciclisti, che l'hanno descritta come "una collina messa li a caso per rompere le scatole ai ciclisti". In effetti.. Comuncia subito cattiva, poi le pendenze si fanno più gentili: comunque la gamba c'è e vado su non scendendo mai alla corona piccola. Un paio di km prina del passo a 750 mt aiuto a tirare fuori dai rovi la moto di un motociclista caduto, probabilmente per andare troppo veloce. La moto pesa un sacco, e riusciamo a risolvere la situazione in 4 persone... Una bicicletta sarenne statabmolro più leggera!
La discesa regala bei panorami sulla campagna intorno alla montagna e qualche scorcio sulla Golden Bay, in teoria la terra del sole! In effetti fa caldo, potrei quasi quasi fermarmi qui per il resto dei miei giorni in Nuova Zelanda, ci sono le montagne, un paio di parchi nazionali,a tanti sentieri e buon clima. Il primo centro abitato è Takaka, il villaggio piu abitato della Golden Bay, invaso da hippy e semi hippy: fuori dal supermercato, live music di due musicisti di strada, mi piace!
Non c'è molto da vedere a Takaka a parte un sacco di negozi alternativi, la vera attrazione è a una ventina di minuti dal centro, ovvero Te Waikoropupu, alcune tra le sorgenti con l'acqua più limpida al mondo: il luogo è sacro per i maori ed è vietato il contatto con l'acqua per noi comuni mortali. In effetti è limpidissima e un'atmosfera di pace e sacralità aleggia sulla zona.
Per Collingwood la strada attraversa la campagna ondulata senza mai allontanarsi troppo dal mare, le abitazioni si fanno via via più rare fino ad arrivare all'ultimo paesino degno di nota dell'estremo nord dell'isola sud, Collingwood appunto: non è altro che un piccolo villaggio di pescatori scelto come base dai turisti per visitare il Farewell Spit, l'ultimo sottile e sabbioso lembo di terra dell'isola, o per cominciare il famoso Heaphy Track. A me piace, si percepisce che qua siamo quasi alla fine dell'isola e che poi non ci sia nient'altro che il mare, e le montagne dalle foreste lussureggianti ad ovest.
Incredibilmente, stasera sono ospitato, da John e suo figlio Shon, in una casetta solitaria ai piedi della montagna: arrivo giusto quando dei "vicini" li visitano, sono birrette e whisky, che sono presenti già in buobe quantità nei loro corpi, che mi vengono offerte per prima cosa, poi si passa ad una grigliata (ehm, non si può certo rifiutare), buon rock degli eighties ed addirittura una rilassante seduta nella piscinetta con idromassaggio con l'acqua a 40 gradi. Non si può proprio volere di più!





















domenica 15 marzo 2015

Abel Tasman Park (11-12-13-14-mar)

La lunga camminata

Day 1 - Si parla francese

Si cammina finalmente in una delle Great Walks della Nuova Zelanda! Il sole splende, come spesso succede da queste parti, e comincio a camminare allegramente lungo il tracciato, già parecchio affollato sin dalle prime ore del mattino. Lo zaino pesa, non ci sono più abituato portando tutto il peso nelle borse laterali, ma il più è dovuto al cibo: nei prossimi giorni si alleggerirà man mano che mangio. Il sentiero è facile, qualche saliscendi ma niente di che, il bello è che si cammina sempre vicino alla costa, sulle collinette si gode sempre di una bella vista e quando si scende a livello mare ci si può sempre bagnare i piedi nel mare di qualche bella spiaggetta.
Il traffico umano è quasi fastidioso, c'è troppa gente per i miei gusti, molti di loro sono camminatori in giornata, o di più giorni ma con tutte le comodità a disposizione, con watertaxi che trasporta i bagagli e lodge cinque stelle immersi nella foresta... Qualcuno di buono ce n'è sempre però, e ben presto formo un gruppetto a quattro con una coppia francese e un ragazzo del Quebec, con i quali cammino su e giù per qualche km... Ovviamente si parla di cibo, pane e formaggio in particolare, qui semi-immangiabili. Loro si fermano in uno dei primi campeggi, non faccio tempo a finire di mangiare che mi accodo ad altri due transalpini, Fanny e Jerome, che vanno nel mio stesso camping, a Barks Bay. Più avanziamo più il sentiero si fa bello, entriamo nella foresta pluviale, costeggiamo fiumi dall'aria rinfrescante, vediamo persino una razza sguazzare vicino al sentiero. Io comincio ad essere stanco, i ragazzi pure, ma verso il tardo pomeriggio arriviamo al campeggio. Io non so se avanzare o fermarmi: il problema è che domani c'è bassa marea fino alle 10 ad Awaroa, a 12 km da qua, e si può avanzare solo quando l'acqua è bassa, sennò si aspetta. Significherebbe svegliarsi alle 5 e cominciare a camminare alle 6, ma alla fine decido di stare con loro per la serata e godermi la buona compagnia! Ci concediamo un tuffo quando il sole sta calandi, l'acqua non è calda ma cu voleva! Poi terminiamo con una fogata, alla quale si aggiunge una spagnola: come al solito gruppo latino da una parte, e l'anglo-tedesco dall'altra... A letto ci vado presto, domani levataccia!


Le prime spiaggette


eh, anche fare kayak nel parco non sarebbe male...


Ma Barbalbero esiste veramente!!!


Trio franco italiano in spiaggia!


Un pollo arrosto al sole

Day 2 - Un po' di paradiso

La sveglia notturna è sempre un trauma, ma oggi è necessaria. Con la torcia in bocca impacchetto tutto e conincio a camminare nella foresta, c'è la luna ma gli alberi non fanno passare molta luce. La prima ora la passo al buio, posso anche aver passato posti fighissimi e io non me ne sono reso conto, ma comunque è una bella esperienza camminare nel silenzio non c'è nessuno e la foresta tace. Mi godo l'alba e la terra che si colora piano piano con i deboli raggi del sole. Cammino sulle spiagge solitarie del parco, che si fanno via via più grandi e belle, fino a raggiungere verso le nove e mezza Awaroa. La marea è ancora bassa, tolgo le scarpe e attraverso le terre che tra poco verranno sommerse dall'acqua, camminando sopra innumerevoli conchiglie e attraversando immense pozzanghere. Dall'altro lato incontro l'olandese Nick, un ragazzo che pare avere 14 anni ma che ne ha 19... È giá da 6 mesi che viaggia, all'inizio volevo chiedergli se sua madre sapeva che era lu, poi ho scoperto l'età. Pare essere innamorato dell'Italia e cominciamo a marciare assieme. Oggi le spiagge e i paesaggi sino notevolmente migliorati, in alcuni casi pare di essere in paradiso, ad ogni punto panoramico volano gli "ooooh", e la macchinetta non smette di far foto. Il paesaggio più bello lo troviamo praticamente alla fine, al Separation Point (anche perchè pochi camminatori arrivano fin qua), che un po' ricorda Capi Testa vicino a Santa Teresa di Gallura, con tanto di foche che sguazzano felici tra gli scogli. Poi, infine, arriviamo al campeggio del giorno, , Whariwharangi, dopo una trentina di km. È bello e tranquillo, e ci sono anche un sacco di Weka, i buffi pennuti che non volano ma sfrecciano velocissimi tra le tende. Buffi ma molesti, uno di loro è quasi riuscito a scappare via con il sacchetto pieno di uvetta lasciato fuori la tenda! Lo avrei fatto arrosto, con l'uvetta, ma sono protetti... Il fuoco lo accendiamo comunque, e i campeggiatori si riuniscono intorno ad esso, con storie più o meno incredibili sulle camminate neozelandesi, sotto un cielo stellatissimo.


Polli albeggianti


Isola solitaria


Awaroa


Nick nel tratto di spiaggia del sentiero


Un sempre piu sorpreso pollo Paul


Pollo Pablo si sente sempre a suo agio vicino all'acqua, e' un pirate in fondo!


Capo Testa neozelandese


Niente cocco sulle palme... peca'!

Day 3 - Nella fitta foresta

Mi sveglio con un bel mal di schiena, eh si mi ero proprio disabituato a portare tutto sto peso: cerco di rimediare alleggerendo lo zaino, mangiando come un bue... e un po' funziona! Part sempre in compagnia di Nick, con il quale cammino i primi km: lui proseguirà poi verso il mondo civilizzato, io mi inoltrerò nella parte interna dell'Abel Tasman, seguendo l'inland track. È stato un piacere camminare con lui, giovane avventuriero.
La strada parte subito in salita, ma non mi lamento, in fondo dall'alto si gode di un bel panorama, peccato per la giornata un po' nuvolosa... Sulla Gibbs Hill cammino attraverso campi aperti con le mucche che pascolano pigramente al mio fianco, poi il sentiero scende, entrando nella foresta... per non lasciarla più. D'ora in poi, a parte un paio di occasioni, non farò che vedere alberi, ed alberi, ed alberi, ed alberi! Certo, ce ne sono di tanti tipi, ma dopo un po' do balle eh! Dalla foresta pluviale passo a quella di montagna, e viceversa, continuo così per ore. Poi ste collinette son proprio fatali, così ripide che ogni tanto uso le mani per tirarmi su, aggrappandomi a rami e radici. Non c'è nessuno sul sentiero, alla fine della giornata conterò sei camminatori e tre ranger. Un po' di varietà e curiosità arriva alla cima di una collina, in prossimità dell'Awaroa hut, con centinaia di alberi sradicati, alcuni proprio grandi: leggendo tra le pagine del visitor book del rifugio, scopro che è stata una tempesta nella Pasqua 2014: tutto ciò mi mette addosso una strana sensazione, e affretto il passo per lasciare questo cimitero di alberi. Poi ritorno alla normalità... Alberi alberi alberi. Sono indeciso se passare la notte nel prossimo rifugio o tentare l'impresa e arrivare alla Castle Rock Hut, ma l'incontro con altri due camminatori mi convince a turare dritto, e alle otto e mezza, ormai al calar del sole, arrivo al rifugio, dopo (credo), 35 km. Ci sono incredibilmente altre tre perone, una coppia tedesca e un'austriaca: chissà, magari la coppietta cercava un posto senza nessuno si è trovata altre due persone. Piani rovinati?? Boh, per mè ok, della buona compagnia in questo sentiero solitario fa certamente del bene... Senno tra poco cominciavo a parlare con gli alberi!








Day 4 - Ritorno alla civiltà

La notte in rifugio è stata ottima e mi sento in forze; tra l'altro, grazie alla super tappa di ieri, oggi dovrò camminare solo 15 km. Purtoppo la situazione non cambia, sono sempre nella forestave non c'è molto da raccontare, se non che vado principalmente in giù, martoriando le mie povere ginocchia. Solo verso la fine la foresta si dirada lasciando spazio sufficiente per ammirare dall'alto le spiagge viste tre giorni prima. Gli ultimi km cammino sul sentiero costiero, e in mezzo minuto vedo più gente di quella vista in due giorni nella foresta. Il ritorno verso casa è conosciuto, me la prendo con estrema calma, ritovo l'austriaca Martina e poi mi concedo un tuffo nel mare, seguito da una sessione di spapparanzamento sotto il sole. Poi niente di che, la solita tenda nel giardino di Chris e bon, giornata finita! E domani si pedala di nuovo...