martedì 2 giugno 2015

l monte Cucco, alias Mt Cook

Un mese ai piedi del monte Cucco, come viene chiamato da noi italiani il Mt Cook. Un posto remoto, alla fine della strada, senza negozi, solo montagne. Fantastico! Gli unici abitanti del villaggio del Mt Cook sono quelli che lavorano al grande hotel Hermitage, piu' qualcun altro del DOC e dell'ostello YHA, e bon, finiti qua gli abitanti.
L'Hermitage e' un hotel figo, quattro stelle e mezza, dicono loro. Pieno di indiani, giapponesi e magnaschei che spendono un botto di soldi per un letto e un bagno. Vabbe'! Letto e bagno puliti oltretutto anche da me! Eh si, perché' in hotel io sono l'housekeeper, cioè' faccio le camere. Che emozione! Ho sempre sognato rifare i letti e pulire i bagni!!! Eh si… Con me, nel gruppo delle pulizie, taiwanesi, coreane, sudafricane, cileni, nepalesi e qualche kiwi pure. E un'italiana di Verona! Un bel calderone di nazionalita'.
Alla fine a mt Cook ci rimango un mese, tra molti addii (la stagione invernale si avvicina e i turisti diminuiscono, con conseguente partenza del personale stagionale), camminate tra i monti che circondano il villaggio, tanta pioggia, stupendi cieli stellati, la visita di Vale e Lucile e molta tranquillità'. Un mese che vola via rapido, non me ne accorgo neanche ed e' già' giugno, e per me e' momento di andarmene. Svegliarmi tra le montagne, con il monte Cucco di fronte, mi manchera': molto di meno fare i letti!

L'ultimo giorno al mt Cook e' una domenica, la sera stessa ritorno a Twizel per un'ultima serata da cameriere a Shawty's: si festeggia il Queen's Birthday e ci sono molte persone in ristorante, il bar e' mio ancora una volta. Il giorno dopo vado a Christchurch in compagnia di Troy, Abi e Gessica, che viene accompagnata all'aeroporto, per lei comincia la prima lunga avventura in terra europea, good luck! A me invece non restano che cinque giorni tra i kiwi, che passero' nella terremotata Christchurch. Un po' di nostalgia ce l'ho...


Il mt Cucco e' sempre bello...


... dalla valle...


...dal lago...


...con i polli...


...dietro le nuvole...


...riflesso...


...la sera...


...con la neve!


La montagna teschio!


Tramonti mountcucchiani


Laghetti sopra Red Tarns e la Tasman Valley


Iceber nel Tasman Lake


Il pollo Paul sorpreso... un po' gli ricorda il Perito Moreno eh!


Xe bei i monti


E un unicorno bianco spunto' all'improvviso


Il mt Cook village e' proprio laggiu'!


Posti orribili


Long roads


Il Tasman laggiu' in fondo


Eeeh un po' di festa non manca mai!


martedì 5 maggio 2015

Wanaka... again!

Freddo cane. Lascio Twizel con la neve sui monti, con conseguente vento gelido che scende nelle flatlands: il pollice per l'autostop è congelato dopo dieci minuti. La destinazione è Wanaka, un bel villaggio in riva al lago che ho già visitato durante il viaggio in bicicletta, e nel quale - si dice - ci sia lavoro a volontà. Non ho più voglia di inviare CV su internet, poche risposte, preferisco portarli a mano e parlare con la gente. A parte l'attesa di un'ora nella strada drittissima di Twizel, una serie di passaggi di massimo 5 minuti d'attesa mi portano in poco tempo nella bella Wanaka, che risplende grazie ad un bel sole che fa luccicare l'acqua del lago, con le possenti montagne sullo sfondo innevate. Poso le mie cose al Mountain View Hostel e me ne vado subito alla ricerca di un lavoro. Uno dopo l'altro mi passo tutti i bar e ristoranti della zona, ma dopo tre-quattro capisco già com'è l'onda del luogo. Si, tutti cercano personale, ma per la stagione invernale, che comincia a metà giugno, per aprile e maggio sono a posto. Fuck... Nella mia testa spuntano svariati piani B, opto per lasciare Wanaka il giorno dopo ed andare a Queenstown a salutare Vale, per poi ritornare a Twizel, prendere la bici e cercar fortuna nella grande Christchurch.
Il passaggio per Queenstown me lo aggiudico con un ridicolo autostop di mezzo secondo, con la coppia franco-russa salgo nuovamente (dopo due mesi) sul Cardrona pass, stupendamente imbiancato dalla neve. Queenstown è incasinata as usual, ma rimane comunque una bella cittadina animata e circondata da montagne da film, come gli svettanti Remarcables, anch'essi coperti di candida neve. Aspetto Vale passeggiando sulla riva del lago, imbaccuccato in winter style, in compagnia prima della ragazza francese del passaggio e poi di Chris e Susan di Twizel, che ribecco casualmente nelle strade di Queenstown. Con Vale ci facciamo un doveroso super gelato al Patagonia, poi passiamo una bella serata nella sua stupenda casa in fronte al lago, raccontandoci delle nostre ultime avventure.
Vorrei temporeggiare un po', Carmela e Michele hanno parlato con qualche manager dell'Hermitage Hotel al mt Cook e magari mi chiamano per un colloquio, ma decido comunque di partire per Twizel, in ogni caso sarei più vicino sia che al monte che a Chrisrchurch. Ma il destino a volte è bizzarro e gioca strani scherzi. Invece di ottenere un passaggio per Twizel la prima auto che mi carica mi riporta a Wanaka. Tanto per me è quasi lo stesso passare per Wanaka o Cromwell. Con Nick, il signore che mi da il passaggio, scambiamo quattro chiacchiere, lui è di Auckand e sta andando a Wanaka per controllare l'avanzamento della costruzione della sua seconda casa. Ed è così che arriva la proposta di lavoro: "Ma visto che stai cercando lavoro, ti andrebbe bene di lavorare con gli altri muratori e falegnami della casa?". Ovvio! Beh, non è un lavoro per il quale sono portato (mmm e chi lo sa?), ma in assenza di altro va benissimo! E Wanaka è proprio un bel posto. E così, lo stesso pomeriggio, mi ritrovo nel cantiere a lavorare sulla casa.
Ritorno allo stesso ostello di due giorni prima, ed è così che comincia la mia esperienza da costruttore in terra neozelandese. Non sono comunque del tutto convinto di restare, winter is coming e lavorare fuori con il vento freddo o la pioggia non è piacevole, ed in più aspetto una chiamata dal mt Cook. Però Wanaka sarebbe il luogo ideale dove stare, la gente dell'ostello è simpatica e al lavoro pagano bene, 18 dollari l'ora. Vediamo come si evolve la situazione...
... E la situazione si evolve bene. I colleghi sono ok, più anzianotti e con un accento kiwi a tratti incapibile, ma lavorare con vista lago e monti è il top, e all'ostello ci sono sempre persone interessanti. Esploro la zona, il facile mt Iron offre bei panorami sul lago, come anche il ripido Roy Peak, e anche quandi piove ci si riesce a divertire al Puzzling World, un parco divertimenti con illusioni, rompicapi ed un labirinto che farebbe perdere anche Arianna con il filo. Sono giorni di divertimento e lunghe chiacchierate con Amos, Cyril, Tomoko, Lucile, Marc, Nina, Joe, Cassedy, Sebastian e Tomas, ma alla fine ricevo la chiamata dal mt Cook.
Il colloquio è al telefono, nella pausa pranzo, tra martelli, carriole e travi di legno, e dopo un paio di giorni mi confermano che potrò cominciare a lavorare come housekeeper già dalla settimana seguente: fare letti e pulire i bagni non è la mia passione, però accetto.
Gli ultimi giorni a Wanaka cerco di viverli al meglio con gli altri ragazzi dell'ostello, con cene polentose e gnocchi, braccialetti e collane, uscite sotto la pioggia e la visita al bel Rob Glacier: so già che Wanaka mi mancherà...
Il ritorno a Twizel avviene per strade già conosciute, ritrovo il paesetto molto più colorato - l'autunno rende carina persino Twizel! - e ancor meno abitato, saluto i vecchi compagni di Shawty's e Carmela. L'ultimo passaggio per il mt Cucco me lo danno due future colleghe dell'Hermitage, fino ai piedi dell'imponente Aoraki. È sempre un piacere rivederlo!

















mercoledì 15 aprile 2015

Twizel... again!

E rieccomi a Twizel. In sto paesetto in mezzo a montagne, laghi e la steppa dell'altopiano. Ironicamente Twizel è soprannominata "The town of trees" perchè è circondata da pini che sono stati piantati 40 anni fa, ma al di la dell'abitato non crescono alberi. È arrivato l'autunno nella McKenzie Country, se ci fossero gli alberi tutto si vestirebbe di giallo, rosso e arancione (beh intorno ai fiumi e ai laghetti qualcuno ce n'è!), ma questi colori si possono apprezzare negli splendidi tramonti che questa terra regala.
La mia vita lavorativa riprende sonnacchiosamente nel ristorante Shawtys, c'è molta meno gente di due mesi fa, ma tutto si risveglia con la Pasqua, i clienti sembrano nuovamente saltar fuori come funghi, e pure i funghi, soprattutto le amanite muscarie, in questo periodo sembrano saltar fuori come i clienti a Pasqua: che ci sia un rapporto tra di loro?? Poi, dopo la Pasqua, le balle di fieno ricominciano ha passare tra i tavoli del ristorante, come in un vecchio film western.
Il clima diventa via via più fresco, con notti decisamente fredde, ma quando il vento soffia dal nord ecco che le maniche corte diventano d'obbligo. Io riprendo la bici e mi faccio i miei soliti giretti qua intorno, e nelle giornate più belle me ne vado a camminare con Michele, Carmela e Brice al lake Ohau, il mio preferito, e riesco in compagnua di Evert a conquistare finalmente la cima del Ben Ohau, con panorami spettacolari sui laghi, le Southetn Alps e l'altopiano della McKenzie Country.
L'ultima settimana la passo a cercare lavoro su internet, ma fino ad adesso niente... Chissà dove mi porterà il futuro, ma una cosa è certa, il ritorno in terra natale non è distante, ai primi di giugno sarò di nuovo li tra voi...
Intanto, nell'ultimo giorno a Twizel Madre Natura mi fa un regalo inaspettato: la neve!