martedì 5 maggio 2015

Wanaka... again!

Freddo cane. Lascio Twizel con la neve sui monti, con conseguente vento gelido che scende nelle flatlands: il pollice per l'autostop è congelato dopo dieci minuti. La destinazione è Wanaka, un bel villaggio in riva al lago che ho già visitato durante il viaggio in bicicletta, e nel quale - si dice - ci sia lavoro a volontà. Non ho più voglia di inviare CV su internet, poche risposte, preferisco portarli a mano e parlare con la gente. A parte l'attesa di un'ora nella strada drittissima di Twizel, una serie di passaggi di massimo 5 minuti d'attesa mi portano in poco tempo nella bella Wanaka, che risplende grazie ad un bel sole che fa luccicare l'acqua del lago, con le possenti montagne sullo sfondo innevate. Poso le mie cose al Mountain View Hostel e me ne vado subito alla ricerca di un lavoro. Uno dopo l'altro mi passo tutti i bar e ristoranti della zona, ma dopo tre-quattro capisco già com'è l'onda del luogo. Si, tutti cercano personale, ma per la stagione invernale, che comincia a metà giugno, per aprile e maggio sono a posto. Fuck... Nella mia testa spuntano svariati piani B, opto per lasciare Wanaka il giorno dopo ed andare a Queenstown a salutare Vale, per poi ritornare a Twizel, prendere la bici e cercar fortuna nella grande Christchurch.
Il passaggio per Queenstown me lo aggiudico con un ridicolo autostop di mezzo secondo, con la coppia franco-russa salgo nuovamente (dopo due mesi) sul Cardrona pass, stupendamente imbiancato dalla neve. Queenstown è incasinata as usual, ma rimane comunque una bella cittadina animata e circondata da montagne da film, come gli svettanti Remarcables, anch'essi coperti di candida neve. Aspetto Vale passeggiando sulla riva del lago, imbaccuccato in winter style, in compagnia prima della ragazza francese del passaggio e poi di Chris e Susan di Twizel, che ribecco casualmente nelle strade di Queenstown. Con Vale ci facciamo un doveroso super gelato al Patagonia, poi passiamo una bella serata nella sua stupenda casa in fronte al lago, raccontandoci delle nostre ultime avventure.
Vorrei temporeggiare un po', Carmela e Michele hanno parlato con qualche manager dell'Hermitage Hotel al mt Cook e magari mi chiamano per un colloquio, ma decido comunque di partire per Twizel, in ogni caso sarei più vicino sia che al monte che a Chrisrchurch. Ma il destino a volte è bizzarro e gioca strani scherzi. Invece di ottenere un passaggio per Twizel la prima auto che mi carica mi riporta a Wanaka. Tanto per me è quasi lo stesso passare per Wanaka o Cromwell. Con Nick, il signore che mi da il passaggio, scambiamo quattro chiacchiere, lui è di Auckand e sta andando a Wanaka per controllare l'avanzamento della costruzione della sua seconda casa. Ed è così che arriva la proposta di lavoro: "Ma visto che stai cercando lavoro, ti andrebbe bene di lavorare con gli altri muratori e falegnami della casa?". Ovvio! Beh, non è un lavoro per il quale sono portato (mmm e chi lo sa?), ma in assenza di altro va benissimo! E Wanaka è proprio un bel posto. E così, lo stesso pomeriggio, mi ritrovo nel cantiere a lavorare sulla casa.
Ritorno allo stesso ostello di due giorni prima, ed è così che comincia la mia esperienza da costruttore in terra neozelandese. Non sono comunque del tutto convinto di restare, winter is coming e lavorare fuori con il vento freddo o la pioggia non è piacevole, ed in più aspetto una chiamata dal mt Cook. Però Wanaka sarebbe il luogo ideale dove stare, la gente dell'ostello è simpatica e al lavoro pagano bene, 18 dollari l'ora. Vediamo come si evolve la situazione...
... E la situazione si evolve bene. I colleghi sono ok, più anzianotti e con un accento kiwi a tratti incapibile, ma lavorare con vista lago e monti è il top, e all'ostello ci sono sempre persone interessanti. Esploro la zona, il facile mt Iron offre bei panorami sul lago, come anche il ripido Roy Peak, e anche quandi piove ci si riesce a divertire al Puzzling World, un parco divertimenti con illusioni, rompicapi ed un labirinto che farebbe perdere anche Arianna con il filo. Sono giorni di divertimento e lunghe chiacchierate con Amos, Cyril, Tomoko, Lucile, Marc, Nina, Joe, Cassedy, Sebastian e Tomas, ma alla fine ricevo la chiamata dal mt Cook.
Il colloquio è al telefono, nella pausa pranzo, tra martelli, carriole e travi di legno, e dopo un paio di giorni mi confermano che potrò cominciare a lavorare come housekeeper già dalla settimana seguente: fare letti e pulire i bagni non è la mia passione, però accetto.
Gli ultimi giorni a Wanaka cerco di viverli al meglio con gli altri ragazzi dell'ostello, con cene polentose e gnocchi, braccialetti e collane, uscite sotto la pioggia e la visita al bel Rob Glacier: so già che Wanaka mi mancherà...
Il ritorno a Twizel avviene per strade già conosciute, ritrovo il paesetto molto più colorato - l'autunno rende carina persino Twizel! - e ancor meno abitato, saluto i vecchi compagni di Shawty's e Carmela. L'ultimo passaggio per il mt Cucco me lo danno due future colleghe dell'Hermitage, fino ai piedi dell'imponente Aoraki. È sempre un piacere rivederlo!